
L’Inter, archiviato il derby con il Milan, si prepara ad affrontare il Torino dell’ex Walter Mazzarri allo stadio “Olimpico Grande Torino” domani alle ore 12.30: il tecnico nerazzurro Luciano Spalletti ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia. Di seguito le sue dichiarazioni, riprese in diretta da Inter-News.it
Ora iniziano una serie di partite difficili e ravvicinate, come quella di domani in casa del Torino.
Sì ma le partite è dall’inizio dell’anno che sono ostiche, poi se si parla del Torino proprio personalmente ho sempre avuto difficoltà a incontrarlo perché me lo raffiguro come il suo simbolo per cui sono abituati per tradizione a lottare e quindi bisognerà subito entrare nell’ordine delle idee di ciò che dovremo affrontare per fare risultato
Cosa penso sul gol annullato a Mauro Icardi nel derby?
Io me lo ricordo bene nella riunione del 23 gennaio il capo Rizzoli quello che disse, per cui fa testo ciò che dice lui. Lui parla che c’è un margine di tolleranza di centimetri rispetto a quello che può essere un errore dove vogliamo che prevalga la decisione del campo per cui per me valgono quelle parole lì, poi è chiaro che non sto a discutere niente. Però se proprio devo porre attenzione quello che mi lascia perplesso è la gestione dell’altro fuorigioco di Mauro, perché lì non c’è dubbio perché è chiaro che è buono e anche se c’è devi lasciar andare l’azione. Poi per il resto dobbiamo far sì che i risultati dipendano da noi e non dagli altri.
Nella difficoltà di domani c’è anche la presenza di ex giocatori dell’Inter? Possono avere motivazioni in più?
Se gli ex contro di noi sono stimolati allora hai contro tutta la Serie A, perché son passati tutti da qui. Noi dobbiamo avere quella qualità e quella forza per affrontare queste ultime partite dove ci saranno più insidie e dove dovremo trovare soluzione per qualsiasi proposta degli avversari.
Per quanto riguarda il periodo di crescita della squadra lo step successivo deve essere un maggior apporto realizzativo dei centrocampisti?
Quello darebbe ulteriore forza alla squadra, è anche stata una ricerca proprio di costruire qualcosa in più per la fase offensiva. Migliorare magari nel colpo di testa sui traversoni per dare anche una mano a Mauro.
A otto giornate dalla fine ci può dire a che punto è il progetto di questa squadra? È contento?
Ora sono abbastanza contento, ora mi piace un po’ di più l’Inter. Mi piaceva anche prima ma adesso di più. Ora ci trovo gusto a lavorarci, a farne parte, a pensarmela per il futuro. È una cosa che mi dà gioia. Non lo so a che percentuali siamo però ora siamo una squadra totale nel modo di fare, nelle potenzialità che evidenziamo e siamo una squadra che può ambire a fare qualcosa di importante, migliorando la propria performance. Le soluzioni le abbiamo dentro come le avevamo prima, ci abbiamo messo un po’ di tempo in più a trovarle ma le abbiamo.
Cosa bisogna fare per evitare il blocco avvenuto dopo un inizio di campionato straordinario?
Non succede più perché quando sei tu a trovare la cura per te stesso sei quello che ha possibilità di scegliere se ricadere o no in quella situazione lì. Gli stessi calciatori hanno trovato forza di reagire, tenendo botta a un periodo difficile. Probabilmente hanno trovato più duro del periodo duro perché hanno fatto vedere di avere un carattere tosto, sono sempre rimasti con il timone ben saldo tra le mani non trovando subito la rotta giusta ma facendo prove di volta in volta fino a mirare i gradi della virata e uscire poi nella direzione giusta.
Sono trascorsi quasi 10 anni dall’ultimo incrocio con Walter Mazzarri. Ha trovato qualcosa di diverso nel suo collega o lo trova come sempre?
Io ho guardati le ultime partite e mi sembra che sia in un momento in cui cerca di consolidare poi il miglior atteggiamento da avere alla ricerca della miglior tattica da proporre e consolidare perché ha fatto svariate prove. Ormai è un allenatore che ha qualità internazionale, ha fatto bene da diverse parti per cui sa qual è il suo lavoro, sa il fatto suo. Attualmente non è facile prevedere un Toro in un modo o in un altro, prima ha giocato con la difesa a 4 poi con quella a 3. Ha fatto varie prove, per cui bisognerà essere pronti ad aspettarsi anche qualcosa di diverso e a saper essere bravi perché non daranno tanto campo e soprattutto difensivamente sono forti. Come persona lo conosco perché abitavamo nello stesso posto, l’ho incontrato tre volte in metropolitana.
Nelle ultime cinque partite la squadra non ha subito nessun gol e Samir Handanovic ha subito meno occasioni. Cosa è cambiato rispetto alla prima parte della stagione?
Deve essere coinvolto tutto l’atteggiamento della squadra, gli altri due reparti possono fare la differenza. Quello che è cresciuto è il gruppo, la testa dei giocatori che hanno trovato la soluzione, hanno ripreso in mano le proprie capacità e qualità. Si sono messi a disposizione l’un dell’altro per trovare questa soluzione totale e quindi poi ne trova beneficio anche il portiere o la prima punta nel fare gol. La differenza la fa proprio il dominio della squadra, come si comporta nella sua globalità.
Come sta Joao Miranda?
L’ho convocato perché può giocare ma è chiaro poi che va valutato di momento in momento, oggi ha fatto delle prove che sono risultate positive però c’è da guardare step superiori.
Che tipo di crash test può essere Andrea Belotti per la difesa?
È un buon test, ma anche Iago Falque che conosco particolarmente bene ed è bravo a portare palla sul sinistro. Adem Ljajic lo conoscete tutti, è tutto un reparto di qualità quello del Toro. Chiaro che Belotti ha veramente la stoffa del bomber e del campione, per cui ci sarà da lavorare sia singolarmente che di reparto ma ce ne sono stati anche altri del livello di Belotti che abbiamo incontrato e siamo riusciti a fare bene, per cui siamo fiduciosi nelle nostre qualità.
Che vi siete detti con Mauro Icardi dopo il derby?
Niente, perché ad altri calciatori quando sbagliano non vado a rimarcare gli errori fatti, anche perché andare a rimarcare i difetti non ti dà mai meriti. Ti danno più meriti se vai a evidenziare le belle cose che fanno, però in questo caso qui non essendo andato a sottolineare tutte le cose buone che ha fatto andare ora a mettere il dito in una cosa non riuscita sarebbe stato davvero brutto da parte mia.
Tre squadre per due posti in Champions. Cosa pesa di più da qui a fine campionato e cosa la spaventa di più?
Io penso che non ci sia una cosa sola che possa decidere, ce ne sono svariate che sono insidie e possono venire a crearti difficoltà. Noi abbiamo sempre cercato di non avere poi una strada libera davanti, abbiamo sempre ragionato nel modo di non voler avere solo una strada libera ma avere la forza per riuscire a mettere da parte chiunque si metta in mezzo, per cui ragioneremo così. Abbiamo potenzialità. Abbiamo dei diffidati, questa settimana abbiamo avuto il turno di recupero per cui le insidie sono per tutti allo stesso modo. Chiaro che poi la condizione fisica, mentale, vale a dire la mentalità che la squadra fa vedere proponendo il suo calcio, viene fuori come analisi di condizione fisica ma è sempre l’entusiasmo della squadra che fa la differenza. La conoscenza di quello che è il suo percorso, l’essere veramente professionale e professionista di se stesso e di voler raggiungere questo obiettivo senza disperdere qualità. Antonio Candreva dice che sacrifica volentieri i suoi gol per aiutare la squadra, ma ci vogliono anche i suoi di gol.
Come sta Yann Karamoh? Può trovare spazio nel finale di stagione?
Sta bene e si sta allenando bene, probabilmente è vero che avrei potuto impiegarlo di più. Per il finale di campionato è quello che ha le doti proprio muscolari e tecniche che andando a incontrare qualche grado in più di temperatura possono dare soluzione per spunti personali di cui tutte le squadre hanno un po’ bisogno per andare al di là del proprio avversario. Visto che lei me lo ha ricordato ora ci faccio pensierino.
Come avete fatto a trovare la cura?
No, quando non c’è una cosa evidente che dici è quella lì tu fai piccoli tentativi credendo che son quelle cose che non peggiorano. Allora fai piccoli tentativi, ci metti più tempo perché li fai precisi fino a che non trovi la soluzione. Una cosa normale. Sono stati bravi i calciatori a non perdere la bussola ed è stata brava la società a farsi vedere sempre fiduciosa in coloro che ha scelto.
Icardi in passato ha sempre reagito benissimo alle difficoltà, adesso c’è il dubbio della convocazione al Mondiale. Pensa che questa cosa possa scaricarlo o reagirà bene?
La risposta ve la dà lui domani.
A oggi pensa che la partita finale all’Olimpico contro la Lazio possa essere decisiva?
A oggi non ci penso, sicuramente vista la classifica e la forza di quelle squadra che abbiamo davanti il pensiero è che ci sia tutto da giocare e risolvere per tutte le squadre.
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