
I tifosi dell’Inter sono tra i più bravi a creare casi interni che non esistono, poi se giornalisti e altri addetti ai lavori si alleano con loro, è la fine: questa settimana è il turno di Icardi, attaccato da più fronti perché, a causa del suo modo di giocare, costringe l’Inter a perdere perché “se non segna Icardi, non segna nessuno”
ARGOMENTO DEL GIORNO – Esistesse un trofeo da assegnare a chi la spara più grossa, l’argomento più caldo delle ultime ore darebbe sicuramente grossissime soddisfazioni: “Mauro Icardi è il problema dell’Inter“. Basterebbe elencare tutti i dati in possesso per smentire questo falso mito, ma sarebbe troppo facile e comporterebbe una perdita di tempo che non merita tanta attenzione. Se l’Inter non vince gli scudetti come fatto fino al 2010 e se l’Inter non riesce più nemmeno a qualificarsi in Champions League (ad anni alterni addirittura nemmeno in Europa League), il motivo va ricercato altrove, non nell’unico giocatore che ogni anno garantisce il proprio contributo: gol, gol e ancora gol. Perché Icardi, oggi, può fare solo questo.
ELENCO DI FALSI MITI – Se ne sono lette e sentite di tutti i colori: Icardi non si fa fare fallo, Icardi non sa prendere una punizione, Icardi non gioca con e per i compagni, Icardi non fa salire la squadra. E ancora: Icardi non sa stroppare la palla, Icardi non è in grado di fare un passaggio, Icardi non riesce a fare un assist, Icardi non sa giocare fuori dall’area di rigore. C’è addirittura chi si è spinto oltre, paragonando Icardi sia a colleghi del presente (da Andrea Belotti a Ciro Immobile, passando per Edin Dzeko) sia a colleghi del passato (da Filippo Inzaghi a Christian Vieri, passando per David Trezeguet). Il filo comune? Icardi è inferiore a tutti, pur avendo una media-gol nettamente più alta per età e partite giocate, facendolo in una squadra nettamente più debole delle altre. Perché l’attenzione non va focalizzata su Icardi, tutt’altro.
ICARDI SENZA SUPPORTO – Dato che non è Icardi, ecco qual è il vero problema dell’Inter: l’Inter. Semplice, senza fronzoli: il problema dell’Inter è tutto ciò che ruota attorno a Icardi, che sicuramente non è un attaccante completo e dovrebbe colmare le sue lacune per ottimizzare le proprie prestazioni, ma è quello con meno colpe. Sì, perché se non ha nessun attaccante con cui condividere il reparto offensivo, ci sta che a segnare sia solo lui: se non segnasse Icardi, il tabellino dell’Inter alla voce “gol fatti” sarebbe quasi sempre fermo a zero. E se Icardi si allontanasse dall’area di rigore per aiutare dietro, in area non ci sarebbe nessuno e quindi niente gol. Sì, perché Antonio Candreva non è un attaccante. Sì, perché Ivan Perisic non gioca da spalla/seconda punta, ma tende a stazionare sulla fascia sinistra. Sì, perché l’Inter non ha mai avuto un trequartista in questi anni, né lo sono Borja Valero e Rafinha, per citare solo gli ultimi due utilizzati in quella zona di campo. E allora l’Inter dovrebbe difendere il suo patrimonio e migliorare la squadra, soprattutto quella che gioca alle spalle di Icardi: segnare (tanto) non è mai stato un problema, anche se Icardi fa “solo” quello.
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