Atalanta-Inter: Spalletti si accontenta del pari cambiando tutto per nulla

Luciano Spalletti

Dopo la sconfitta in casa del Torino, altro passo falso esterno per l’Inter, che non va oltre lo 0-0 a Bergamo: terza partita consecutiva senza segnare, di positivo c’è solo non aver concesso la rete a un’Atalanta molto attenta. Spalletti prepara la partita cambiando modulo, poi a partita in corso non modifica molto, accontentandosi del punto pur di non perdere altro terreno alla vigilia del derby di Roma

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare l’Atalanta: Handanovic; Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Cancelo, Gagliardini, Borja Valero, Santon; Rafinha, Perisic; Icardi.

MODULO – La “minaccia” era nell’aria e Spalletti in un certo senso non delude: l’Inter abbandona per una sera il 4-2-3-1 e inaugura il 3-4-2-1 in un Cancelo e Santon sono portati a giocare larghi a centrocampo, mentre D’Ambrosio in difesa e Rafinha in attacco vengono accentarti per compattare i reparti. Il trio Miranda-Borja Valero-Icardi compone la spina dorsale.

PRIMO TEMPO – La novità tattica soprattutto per quel che riguarda la difesa non dà buoni frutti, anzi nei primi minuti è un dramma: l’Inter viene infilata in ogni modo e rischia di andare sotto. Dopo dieci-quindi minuti completamente in bambola, Spalletti prova a registrare la linea a tre difensiva invertendo i terzi di difesa: D’Ambrosio va sul centro-destra per coprire meglio le avanzate di Cancelo, Skriniar si sposta sul centro-sinistra per aiutare il rientrante Santon. L’Inter fatica a costruire gioco ed esegue uno solo schema: il lancio lungo. Purtroppo tutti i lanci lunghi sono fuori misura o intercettati, tranne quello di Gagliardini nel finale per Perisic, che per poco non trova la rete in diagonale. Il primo tempo termina 0-0: meglio l’Atalanta, Inter in crescita a rilento.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche né negli uomini né nel sistema di gioco, ma purtroppo non cambia neanche l’approccio alla partita: il gioco è assente e vengono sbagliati anche i passaggi più facili. La fortuna dell’Inter è che alla lunga l’Atalanta accusa la fatica, perdendo lucidità negli ultimi metri. Al 71′ primo cambio per l’Inter: fuori Rafinha, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano si piazza largo a destra, adesso è un 3-4-3 più puro. Nei venti minuti finali aumentano gli spazi e le possibilità di colpire l’Atalanta, ma gambe e testa non vanno nella stessa direzione. Al 90′ secondo (e ultimo) cambio per Spalletti: fuori Santon, dentro Karamoh. Il francese agisce da ala destra dirottando Eder a sinistra, a scalare a centrocampo è Perisic, che termina la partita a tutta fascia sulla sinistra. Il tempo però è poco, praticamente nullo. Il secondo tempo termina 0-0: l’Inter migliora, ma non basta per strappare i tre punti.

PROTAGONISTA – Anche se un pareggio a Bergamo in questa fase della stagione dev’essere visto come “due punti persi” anziché “uno guadagnato”, si tratta pur sempre di un risultato salvabile, come la prestazione di un solo elemento: Miranda. Il centrale difensivo brasiliano a l’unico a brillare dietro, risolvendo più di una questione mentre i compagni di reparto affondano, e nel complesso è il solo che regge dall’inizio alla fine. C’è poco da aggiungere: esperienza che serve (dietro), ma non basta per vincere. Veterano.

COMMENTO – La prestazione dell’Inter è deludente, anzi di più: oscena nei primi minuti, insufficiente negli ultimi. La situazione stona perché l’Atalanta non scende in campo con il suo undici migliore e cala vistosamente nella ripresa, eppure l’Inter non riesce mai a rendersi pericolosa. L’assenza di Brozovic non può giustificare un simile approccio alla partita né tantomeno quella di Candreva, comunque mal rimpiazzato: la mossa di Spalletti di avanzare Cancelo cambiando modulo non paga affatto. E la difesa a tre c’entra poco, sono gli interpreti a non funzionare: due centrali difensivi, tre terzini, tre centrocampisti, un’ala e un centravanti non fanno una squadra in nessun sistema di gioco. Il discorso è sempre lo stesso: non è colpa di Icardi se non segna e l’Inter non vince, senza dubbio è (quasi) tutto il contorno a essere da buttare. Fatta questa premessa necessaria, bisogna analizzare Spalletti a 360°: parte in un modo stravolgendo l’Inter, poi non cambia più pur di non sbilanciarsi. In effetti bastava pochissimo per tornare al 4-2-3-1 (fuori Santon, dentro Karamoh con Cancelo di ritorno in difesa), eppure la modifica non avviene: Spalletti mantiene l’equilibrio per mantenere il pareggio, accontentandosi così. Quest’Inter ultimamente è incapace di segnare, ma almeno stavolta non subisce: lo 0-0 nasce da questi due concetti, che non basteranno per conquistare l’accesso alla prossima Champions League. L’Inter chiude la serata a quota 60 punti: terzo posto a pari punti con Lazio e Roma, oggi impegnate nel derby. Questo aiuta molto per non perdere quota con il quarto posto, ma ora basta scherzi: contro il Cagliari martedì servono i tre punti, anche giocando così male.

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