
L’Inter torna alla vittoria e lo fa con un risultato roboante: il 4-0 casalingo contro il Cagliari porta quattro firme diverse, la prima in assoluta di Cancelo seguita dal solito Icardi, dal ritrovato Brozovic e al 90′ da Perisic. Tanto possesso palla e partita a senso unico, peccato per l’infortunio di Gagliardini dopo poco più di mezz’ora di gioco. Il terzo posto è minacciato dalle romane, ma ventiquattr’ore a +2 si accettano di buon grado
FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Cagliari: Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Gagliardini, Brozovic; Karamoh, Rafinha, Perisic; Icardi.
MODULO – Fa di nuovo pre-tattica Spalletti, che preannuncia l’Inter con la difesa a tre e poi rilancia il 4-2-3-1 con la sorpresa Karamoh ala destra. Rispetto a Bergamo l’Inter può contare sul regista tuttofare di quest’ultimo periodo: scontata la squalifica, Brozovic si piazza in cabina di regia per provare a cambiare ritmo ai compagni.
PRIMO TEMPO – Al 3′ il gol di Cancelo su punizione battuta da posizione defilata e non deviata da nessuno apre le marcature quasi a sorpresa, permettendo all’Inter di impostare fin da subito un altro tipo di partita. L’Inter gioca bene in velocità alzandosi sempre a destra con Cancelo, infatti la difesa oscilla dalla linea a quattro a quella a tre in base ai movimenti del portoghese. Perisic è il più basso tra i giocatori offensivi per permettere a D’Ambrosio di sganciarsi più facilmente, infatti al 21′ la traversa di Karamoh arriva proprio da un cross di D’Ambrosio da sinistra. Rafinha si muove su tutto il fronte offensivo “schiacciato” a volte da Icardi in ripiegamento e Karamoh si accentra per dare metri a Cancelo sulla fascia destra: è un’Inter dinamica come non mai nelle ultime uscite. Al 37′ primo cambio forzato per l’Inter: fuori Gagliardini, dentro Borja Valero. Lo spagnolo si piazza alla destra di Brozovic davanti alla difesa. Nei primi 45′ l’assedio dell’Inter non porta altri gol, nonostante tante occasioni, il gol Karamoh lo trova al 46′, ma in netto fuorigioco su palla spizzata in area da Icardi. Il primo tempo termina 1-0: buonissima prestazione in tutti i reparti, ma mancano almeno due-tre gol!
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre esattamente come la prima frazione, dato che al 49′ arriva il gol di Icardi, che sfonda in area su suggerimento di Rafinha e non dà scampo a Cragno. Grazie al doppio vantaggio l’Inter può gestire meglio il vantaggio, ma continua ad attaccare sia sulle fasce sia per vie centrali, dove Rafinha non sbaglia nulla. Al 60′ da segnalare il gol di Brozovic, che ruba palla al limite dell’area e inventa una “scucchiaiata” che termina nell’angolino alle spalle di Cragno. La gestione del triplo vantaggio avviene attraverso una fitta rete di passaggi: il ritmo cala vistosamente, adesso viaggia solo la palla e non i giocatori, che così si stancano meno e possono recuperare dalle fatiche iniziali. Al 76′ secondo cambio per Spalletti: fuori Karamoh, dentro Candreva. L’italiano si piazza largo a destra, ma successivamente si muove intorno a Icardi, interscambiandosi con Perisic, per cercare la via del gol. Al 83′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Miranda, dentro Ranocchia. Banale staffetta al centro della difesa. Al 90′ l’Inter chiude la partita grazie al gol di Perisic, che trova l’angolino di prima intenzione sugli sviluppi di un calcio di punizione. Il secondo tempo termina 4-0: risultato rotondo, come la prestazione collettiva!
PROTAGONISTA – Non la sua migliore partita, ma l’assenza nell’ultima uscita si è fatta sentire e la rinnovata presenza anche: Brozovic. Il croato trova un gran gol dopo un’ora di gioco caratterizzata da due fasi: la prima al fianco del caricatissimo e fisico Gagliardini, la seconda da spalla del più statico e leggero Borja Valero. Il cambio forzato di partner modifica il tipo di giocate di Brozovic, che inizia con più calma e aumenta la propria intensità alla distanza per sopperire a quella dello spagnolo: duttilità e mentalità al potere. Chi lo avrebbe mai detto? Il gol nasce anche da questo cambio di marcia, per il resto il croato fa tutto in maniera più ordinata possibile e non tira mai indietro la gamba. Brozovic in versione professore, assurdo solo pensarlo mesi fa. Imprescindibile.
COMMENTO – All’Inter si chiedeva una sola cosa ed è arrivata con un contorno niente male: la vittoria è apparsa anche più facile di quello che si potesse immaginare, ma non c’è da approfondire l’inconsistenza del Cagliari presentatosi a San Siro. L’Inter doveva fare la partita e l’ha fatta, i quattro gol sono solo un modo come un altro per dire: “Quando vogliamo dominare, lo facciamo”. Il problema è che non sempre è così, anzi, l’Inter quest’anno ha alternato troppo spesso roboanti vittorie a prestazioni più inconsistenti. Nel finale di stagione è richiesta la continuità, eppure ci sono due condizioni che continuano a verificarsi con piacere: 1. l’Inter non subisce gol, stavolta Handanovic non è neanche costretto a fare mezza parata; 2. se Icardi segna, l’Inter vince. Quindi non bisogna fare altro: mantenere la concentrazione difensiva e concretizzare offensivamente. La via del gioco dominante è quella giusta: in mezzo sull’asse Brozovic-Rafinha e sulle fasce nell’incrocio Cancelo-Perisic. Prima del ChievoVerona e in attesa di vedere cosa faranno le romane impegnate stasera, l’Inter può godersi per qualche ora il suo terzo posto in solitaria a +2: 63 punti a cinque partite dalla fine sono un bel biglietto da visita, ricordandosi che Lazio-Inter dev’essere solo la passerella di fine stagione…
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