
Giovanni Capuano – giornalista di “Panorama” -, ospite negli studi di “Monday Night” su Sportitalia, analizza Inter-Juventus in tutte le sue sfaccettature, partendo dalle polemiche arbitrali, arrivando all’ennesima stagione fuori dalla Champions e passando attraverso i momenti-chiave della partita
ANALISI DELLE POLEMICHE – Non usa mezze misure né mezzi termini Giovanni Capuano per descrivere e raccontare le vicende delle ultime ore: «Per dodici ore è stato preso in considerazione un video palesemente farlocco, è da dementi solo pensare che Paolo Tagliavento abbia detto qualcosa come: “Andiamo a vincerla nel recupero”. Personalmente non mi è piaciuta la scena con Massimiliano Allegri, ma la familiarità tra due tesserati è normale. L’altra sera gli errori sono tutti dell’arbitro Daniele Orsato, a partire dal rosso diretto da dare già in campo a Matias Vecino, che avrebbe tolto ogni dubbio sul VAR. Paolo Valeri con il VAR è intervenuto dove poteva per correggerlo, non sul secondo giallo di Miralem Pjanic».
ANALISI DELLA PARTITA – «Non sono d’accordo sul giudizio su Mauro Icardi: non è vero che l’Inter nel finale era in fiducia, aveva il pullman davanti alla porta! Nei primi 75′ aveva più o meno lo stesso possesso palla della Juventus, che lo aveva di poco superiore, ma giocando in undici contro dieci, mentre dal 76′ al 95′ la Juventus ha fatto un possesso palla del 75%. L’Inter era fisicamente in ginocchio, c’era assoluta necessità che facesse entrare qualche forza fresca. Con il senno di poi è tutto sbagliato, l’ingresso di Davide Santon è stato un pasticcio in momento concitato e difficile, Luciano Spalletti è stato uomo ad assumersi tutte le responsabilità di un cambio che paga perché sbagliato, ma l’Inter non riusciva a uscire dalla sua area di rigore e a Icardi non arrivava palla da un quarto d’ora! C’è stato un dibattito tra Ivan Perisic, Icardi e Spalletti: è stato un cambio un po’ pasticciato, non so come mai sia successo… Due-tre giocatori dell’Inter non ne avevano più: Rafinha era arrivato, ma Borja Valero non è quel tipo di giocatore che può sostituirlo. L’Inter negli ultimi dieci minuti era ridotta ai minimi termini fisicamente anche per motivi fisiologici: ha prodotto grande sforzo a inizio ripresa per ribaltare la partita, gli esterni non ne avevano più, Rafinha è stato in campo anche troppo e Marcelo Brozovic ha fatto una partita di grandissima intensità, facevano tutti e quattro fatica a rientrare dalla trequarti al limite dell’area. L’impressione era che il gol del pareggio potesse arrivare, poi Allegri ha pescato Paulo Dybala e Federico Bernardeschi dalla panchina per allargare la squadra e il gioco…».
ANALISI SENZA CHAMPIONS – «L’Inter all’ultima giornata deve fare l’impresa allo Stadio “Olimpico” contro la Lazio e ora neanche basterebbe per il quarto posto… Per la Champions League non si decide tutto all’Olimpico nell’ultima giornata, ma nella prossima: c’è Cagliari-Roma, quattro giorni dopo Roma-Liverpool, e Lazio-Atalanta, vediamo se le romane lasciano qualcosa… L’Inter non perderà la Champions perché ha perso contro la Juventus, ma per aver fatto due punti contro Crotone, Sassuolo, SPAL, Udinese… Ma ciò non capita per colpa di Orsato o per il cambio sbagliato di Spalletti, che si è girato e non aveva nessun altro cambio possibile in panchina. La società, sbollita la rabbia, oggi dovrà valutare anche il lavoro di Spalletti, che ha del miracoloso, al di là dell’errore su Santon perché non aveva nessuna alternativa. E poi un difensore che non tiene fisicamente un avversario nei cinque minuti finali e un portiere (Samir Handanovic, ndr) che prende gol senza neanche muoversi…».
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