
Il riscatto di Joao Cancelo è un tema decisamente caldo in casa Inter. Il terzino arrivato quasi per caso in estate farà sicuramente parlare di sé nei prossimi mesi, quindi cerchiamo di inquadrare la sua utilità per la squadra
TITOLARE INAMOVIBILE – Joao Cancelo non gioca titolare nell’Inter per caso. Escluso il primo periodo, in cui non giocava sia per problemi fisici sia perché presumibilmente Spalletti voleva fargli entrare in testa tutti i movimenti che richiede a un terzino, il numero 7 è diventato un giocatore inamovibile della formazione. Nel ruolo di terzino destro non c’è più alcun ballottaggio e, come si diceva, la cosa non è casuale.
TECNICA – Il primo motivo è per la sua qualità tecnica. Cancelo è uno sbocco fondamentale della manovra sia per la sua capacità di passaggio che per la sicurezza che ha in possesso. La conferma della prima cosa è che secondo i dati di Whoscored è all’ottavo posto per passaggi a partita (secondo per cross, quinto per passaggi chiave), e Spalletti di sicuro apprezza la sua tendenza a cercare scambi e a giocare in verticale. La seconda cosa ha ancora un dato chiaro a sostegno: sempre da Whoscored Cancelo è secondo per dribbling dietro a Rafinha, il che spesso gli permette di trovare sbocchi quando non ci sono, e nella rosa dell’Inter non sono tanti a farlo, anche se l’esuberanza del portoghese va gestita visto che può anche portarlo a perdere palloni pericolosi. Cancelo insomma per la costruzione dal basso è un’opzione irrinunciabile, specie sotto pressing, e porta benefici a tutta la squadra.
TATTICA – Ma il motivo tattico è ancora più importante. Spalletti nella scorsa stagione a Roma ha sviluppato un suo modulo innovativo, con la difesa a tre e mezzo, vale a dire un sistema fluido in cui un terzino in possesso resta più bloccato e difensivo, mentre l’altro ha più libertà di attaccare a tutta fascia. All’Inter il tecnico è riuscito a replicare questo sistema con Cancelo a destra e D’Ambrosio a sinistra, e proprio il portoghese gioca un ruolo chiave. L’ex Valencia infatti è l’unico in rosa a poter rendere possibile questo accorgimento: a sinistra sulla carta potrebbe farlo Dalbert, ad oggi perso nell’adattamento alla Serie A, mentre a destra non c’è semplicemente nessuno. Questo perché Cancelo ha corsa, tecnica, ma anche capacità tattiche su cui evidentemente ha lavorato, per gestire anche tutta la fascia da solo, senza che Candreva debba fargli da supporto costante. Questo permette a Spalletti di alzarlo praticamente in linea coi centrocampisti, lasciandogli l’onere di gestire il corridoio di destra alzandosi e abbassandosi a seconda delle necessità. Il numero 7, finito l’ambientamento, sta rispondendo alla grande.
NUOVO ATTACCO – Questa capacità di Cancelo di giocare a tutta fascia anche da solo permette infine a Spalletti di modificare gli equilibri del suo attacco. L’Inter infatti era troppo fissata sulla ricerca del cross e il problema di riempire l’area permaneva fin dallo scorso anno. Col portoghese a “tre e mezzo” il tecnico ha cambiato i movimenti dell’esterno di destra, accentrandolo e sfruttandolo di fatto da seconda punta. Tutti elementi che hanno permesso all’Inter di uscire dalla crisi iniziata a dicembre, con un elemento fondamentale: Cancelo a destra. In ottica mercato questo fatto non va per nulla sottovalutato. Il lavoro di Cancelo può farlo solo Cancelo. Senza di lui, Spalletti dovrà impostare un lavoro diverso. Riscattarlo o meno non è un dettaglio.
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