Moratti: “Inter-Juve ritorno a qualcosa del passato per gli interisti! Orsato…”

Moratti

Dopo Inter-Juve speravo che nessuno mi facesse parlare di quella partita e invece sono caduto in questo tranello, di questo incontro (ride, ndr)… Ora sono tifoso e non ho più la responsabilità di gestire la storia dell’Inter, di rispondere ai suoi tifosi per quello che faccio. Quando ho fatto il presidente non ho mai smesso di fare il tifoso, di sentirmi addosso la passione dei tifosi. E’ stato un privilegio essere presidente dell’Inter, sentire l’affetto di tutti. Ora da semplice tifoso non devo più pensare a come risollevare la squadra o l’allenatore dopo una sconfitta, non devo più guardare ogni trasmissione tv. Da tifoso soffro, ma esulto anche più liberamente. E’ tutto diverso. Sabato è stata una sofferenza. E’ stato un ritorno a qualcosa del passato per tanti interisti. Di colpo ci siamo risentiti coinvolti in una storia di una volta che non finisce mai e che mette l’Inter in condizione di avere certe caratteristiche. E anche la Juve di avere le sue caratteristiche… L’Inter è stata ancora una volta vittima di situazioni strane. Non approfondisco quello che è successo nella partita. E’ stata eroica a resistere in dieci fino all’ 85’ e avremmo potuto mantenere anche per altri 5’. Senza i cambiamenti che abbiamo fatto alla fine, la gara l’avremmo portata a casa.

Orsato come Ceccarini? No quello (Ceccarini, ndr) è stato meraviglioso… L’altra sera mi sono rivisto quel filmato e mi sono detto come si fa a dire che quello non era rigore… Lasciamo stare… Il Var è importante e toglie il dubbio e l’emozionalità della partita perché c’è la certezza che la decisione presa è quella giusta. Toglie piacere, ma è giustissimo. Ora ogni gara senza il Var è una gara in cui manca qualcosa. Dietro il Var però c’è una persona e anche questa può sbagliare. Inter-Juve l’ho vissuta con una grande ansia e il fallo di Pjanic faceva parte di quella guerra che c’è stata in campo in qualsiasi momento.

E’ stato un atto di coraggio, aiutato dal fatto che a Ronaldo non aveva pensato nessuno. Ronaldo era forte e c’era una clausola che spaventava. Mi sono trovato da solo a dover fare l’operazione, senza che gli altri presidenti mi temessero. Quando ho deciso di prenderlo, è arrivato: c’è stato un leggero turbamento da parte degli altri club, ma poi è andato tutto bene. Almeno per un anno quando ha fatto cose meravigliose. Quella è stata un’idea brillante. Meno brillante è stata l’idea di mandare via Simoni.

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