
La “Gazzetta dello Sport” dedica un focus a Rafinha. Il brasiliano è la grande novità della formazione di Spalletti, e si sta rivelando un innesto fondamentale.
INNESTO IMPORTANTE – Sì, vabbè, perché sorprendersi? Rafael Alcantara, in arte Rafinha, per anni ha palleggiato e si è misurato tutti i giorni con Messi, Iniesta, Suarez e Neymar. E’ quindi normale che il brasiliano, finalmente in condizioni fisiche accettabili, prenda oggi il comando dell’Inter senza sentire la minima pressione. Una potente iniezione di personalità, classe e spavalderia, giusto in tempo per un finale di stagione complicato ma eccitante: da ieri, grazie all’Atalanta del Gasp, la banda Spalletti è infatti tornata padrona del proprio destino.
LEADER – Il figlio di Mazinho ha conquistato tutti: al di là della indubbia bravura, del notevole spessore tecnico, a Milano stanno apprezzando in particolare un professionista serio, un bravo ragazzo e un perfetto uomo spogliatoio. Un leader, per intenderci. Là davanti l’intesa con Icardi e Perisic regala sprazzi di calcio da top club. Suning ha fretta di tornare a recitare un ruolo da protagonista nel calcio che conta, e in questo senso Rafinha è un talento purissimo su cui costruire un’Inter finalmente più ambiziosa.
STATISTICHE – Con quella di Udine sono 15 le presenze di Rafinha in campionato, 10 da titolare. Sarà un caso, ma con lui in campo per almeno un’ora di gioco, l’Inter ha messo insieme sei vittorie (Benevento, Sampdoria, Verona, Cagliari, Chievo e Udinese), tre pareggi (Napoli, Milan e Atalanta) e una sola sconfitta (Juve). Ma contro i bianconeri Rafinha era uscito dal campo sul 2-1 Inter… Ieri è intanto arrivato il suo primo centro italiano.
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