
Il centrocampista dell’Inter Rafinha Alcântara è stato intervistato dal sito brasiliano GloboEsporte dopo il suo primo gol in Serie A. Il giocatore, che l’Inter a fine stagione può riscattare dal Barcellona, spera di poter essere ingaggiato a titolo definitivo ed esterna ancora una volta la sua felicità di vestire i colori nerazzurri.
INGRESSO PERFETTO – «Il Barcellona sarà sempre la mia casa, è la migliore squadra del mondo, ma sono molto felice qui: ho compagni straordinari, mi sento molto bene all’interno del gruppo. Riscatto? Il mio pensiero è quello di rimanere, ma non dipende da me: dipende da Inter e Barcellona. Dopo il mio infortunio era importante per me fare il massimo dei minuti possibili. Quello che volevo di più era tornare a giocare e sentirmi di nuovo un calciatore. Quando ho avuto la possibilità di andare all’Inter hanno avuto fiducia in me fin dal primo momento. Conoscevo la squadra e i giocatori, avevo visto alcune partita e mi piaceva. Per me l’importante era giocare, sapevo che al Barcellona sarebbe stato difficile. Avrei potuto avere qualche minuto, ma volevo la fiducia di prima, all’Inter ho recuperato il livello che avevo finché non mi sono infortunato. L’adattamento è stato straordinario, non pensavo fosse così rapido. L’appoggio dei miei compagni, dei tifosi, dell’allenatore… per me è stato tutto facile, grazie ai miei compagni. Sono molto felice di poter giocare e recuperare il mio livello. Milano è una città importante, non molto grande ma molto bella e con molta attività. Di mattina mi alleno e di pomeriggio lavoro per rinforzarmi e prevenire gli infortuni assieme a una squadra di fisioterapia e preparatori atletici. Ora che il clima è migliorato è più bello anche uscire».
CAMBIO POSITIVO – «Conosco Mauro Icardi da quando avevo sedici anni, è stato lui a insegnarmi come funziona il club, mi ha aiutato dal primo giorno. È normale per me riunirmi con i brasiliani, siamo tre (gli altri due sono Dalbert Henrique e João Miranda, ndr) più João Cancelo che è portoghese. È un gruppo molto unito, non solo nello spogliatoio. Sono cresciuto nel Barcellona, ho avuto la fortuna di andare in prestito a diciannove anni al Celta Vigo ma era la prima volta che andavo dia. Per me il Barcellona è la squadra migliore del mondo, ma volevo vivere questa nuova tappa della mia carriera. Grazie a Dio sta andando tutto bene. Il riscatto? Non dipende da me, sono arrivato all’Inter in prestito con diritto di riscatto e sono molto felice. Il Barcellona sarà sempre la mia casa, ma da tre mesi sono qui ed è come se fossero passati anni per come mi hanno trattato i compagni e la tifoseira. Non sappiamo qual è la volontà del Barcellona, lì sarò sempre a casa e quasi tutto quello che ho imparato è avvenuto lì, auguro il meglio al Barcellona. Mondiali? Il sogno di qualsiasi giocatore è prenderne parte, è chiaro che è difficile ma lavoro per vestire la maglia del Brasile. Sarebbe un sogno essere convocato».
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