
La “Gazzetta dello Sport” sottolinea che il mancato riscatto di Joao Cancelo sarebbe una colpa per Suning. Bisogna trovare il modo di schivare il fairplay finanziario.
DIFFICOLTA’ DA AGGIRARE – Piuttosto delicato il nodo Cancelo. Il Valencia non concede deroghe: o l’Inter versa 35 milioni entro il 30 maggio, oppure il portoghese torna in Spagna. L’ostacolo fair play finanziario (vanno recuperati 40 milioni in plusvalenze da qui al 30 giugno) è quindi un alibi di ferro per il cuore contabile dell’Inter. Difficoltà invece concrete, reali, in questa fase del mercato, con pochissimo tempo per «arginare» l’eventuale investimento Cancelo. Si cerca la soluzione giusta per dribblare i paletti.
QUESTIONE DI IMMAGINE – Detto ciò, il mancato riscatto del 23enne portoghese sarebbe una sconfitta anche a livello d’immagine per una proprietà che a più riprese ha sbandierato la volontà di riportare l’Inter in cima all’Europa. «Cancelo va tenuto», si legge fra i social a tinte nerazzurre. Una voce, quella dei tifosi, per nulla trascurabile in una stagione in cui a San Siro si è viaggiato alla media di quasi 60.000 spettatori a partita. Fra Nanchino e Vittorio Emanuele hanno in un certo senso il dovere di esplorare ogni strada possibile per non perdere là dietro uno dei migliori interpreti al mondo della fascia destra. E poi servirebbero comunque non meno di 20-25 milioni per andare a pescare un altro terzino da Inter.
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