
La “Gazzetta dello Sport” sottolinea la situazione paradossale di Stephan de Vrij. L’Inter ha depositato il contratto dell’olandese, creando una situazione paradossale per l’ultima giornata.
PRESENTE E FUTURO – E adesso come la mettiamo? Ciò che nella Roma laziale tutti sapevano (de Vrij andrà all’Inter la prossima stagione), ora non è più coperto neppure dalla foglia di fico della «non ufficialità». Del condizionale d’obbligo, dei fino a prova contraria. E così ciò che, sempre nella Roma laziale, tutti già temevano, adesso temono molto di più. Con quale stato d’animo giocherà Stefan de Vrij il 20 maggio lo spareggio-Champions tra Lazio e Inter? La sfida che stabilirà quale tra la squadra del suo presente e quella del suo futuro approderà nell’Europa che conta. Il deposito del contratto è un atto doveroso, l’Inter non ha fatto nulla di scorretto. Semplicemente ha le coincidenze avverse, che impongono al giocatore già nerazzurro di andare contro l’interesse del suo nuovo club (e quindi anche suo) all’ultima giornata.
DILEMMA – Quello del 20 maggio per l’olandese non è un «semplice» incrocio con la sua prossima squadra. Di questi è piena la storia del calcio. Qui la questione è diversa. Se giocherà, de Vrij sarà chiamato a dare il massimo affinché sia la Lazio ad andare in Champions. Ma in questo modo la negherebbe a se stesso, prima ancora che all’Inter. Il che significherebbe precludersi il palcoscenico tecnico che insegue da anni (in Champions ha giocato solo i preliminari con la Lazio nel 2015) e pure economico. Una situazione paradossale che agita l’ambiente laziale.
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