
Matteo Cruccu, giornalista del quotidiano “Il Corriere della Sera”, è stato ospite di “YouPremium Weekend” su Premium Sport. Nella sua lunga analisi sulla stagione dell’Inter ha individuato nei settanta giorni senza vittorie, fra il 3 dicembre e l’11 febbraio, il momento no che rischia di costare il posto in Champions League.
DENTRO O FUORI – «Si diceva un tempo, quand’ero più giovane, che l’Inter aveva una tifoseria fredda che non partecipava, invece tutt’altro anche in momenti particolari, considerando che si viene da sette anni di delusioni una dietro l’altra. Sicuramente è un valore aggiunto e in controtendenza, soprattutto secondo me è anche uno schiaffo a chi dice che bisognerebbe cambiare e fare uno stadio più piccolo: secondo me l’Inter ha bisogno di uno stadio come San Siro, punto e basta. San Siro certamente si può riammodernare, ma a livello di estetica e quando è pieno il fragore che fa è ineguagliabile. Rispetto al tema tattico secondo me l’Inter paga quei due mesi maledetti tra gennaio e marzo, dove Luciano Spalletti tecnico dalle grandi intuizioni a volte secondo me si incarta sulle proprie convinzioni. In quei due mesi, con quel modulo bloccato, l’Inter ha continuato a giocare senza trovare il bandolo della matassa. Una volta tanto bisogna fare i complimenti alla società, perché di solito a gennaio ha sempre sbagliato gli acquisti, invece questo Rafinha Alcântara non è un valore aggiunto, di più. È un giocatore che ragiona a una velocità a cui non si era più abituati a ragionare a San Siro da anni, è un giocatore che fa giocare meglio la squadra, un giocatore che semplifica la difficoltà, un giocatore che l’Inter deve tenere assolutamente oltre a João Cancelo, perché i terzini buoni non si trovano sulla piazza. Se vuole tornare deve tenerli tutti e due, certo il terzino è una merce rara al giorno d’oggi, però Rafinha è un giocatore di un altro livello: se segnasse avrebbe scacciato il fantasma di Wesley Sneijder dopo otto anni. Champions League? Se l’Inter prosegue sulla strada maestra che ha imboccato nelle ultime giornate ci va, se riaffiorano i vecchi fantasmi che non sono a livello tecnico-tattico ma psicologici, ovvero nelle partite che deve vincere si squaglia, non ci va. Io voglio sperare che il valore aggiunto e la differenza la rappresenti Spalletti in questo, nel tenere la tensione e la concentrazione alta, perché l’Inter nelle ultime giornate ha trovato l’assetto di gioco, la Lazio nelle ultime giornate ha perso dei protagonisti e con l’Atalanta ha fatto una fatica incredibile. L’Inter non ha faticato così tanto con l’Atalanta nel secondo tempo, la Lazio ha rischiato di perdere, se l’Inter gioca come sa e non ci sono variabili dal punto di vista psicologico l’Inter dovrebbe andarci, ma con l’Inter non si sa mai. Stefan de Vrij? Nella fattispecie mi sembra anche uno più serio del normale, oltre la media».
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