Inter-Sassuolo: freno a mano e senza palle, tutt’altro che approccio da CL

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Il passo falso che non doveva capitare è capitato, facendo sprofondare nel dramma tutto l’ambiente interista: a San Siro il Sassuolo si porta in vantaggio con due gol e l’Inter non riesce a reagire, fermandosi solo sull’1-2. Zero punti e il pensiero va automaticamente a Crotone: solo la non-vittoria della Lazio può dare senso a Lazio-Inter, se no addio Champions

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Sassuolo: Handanovic; Cancelo, Ranocchia, Skriniar, D’Ambrosio; Vecino, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi.

MODULO – Tornano gli squalificati, per il resto non cambia l’Inter di Spalletti: nel 4-2-3-1 odierno ritrovano spazio D’Ambrosio come terzino sinistro e Vecino come spalla di Brozovic davanti alla difesa, per il resto ci si affida soprattutto alla qualità di Cancelo e Rafinha per fare da raccordo tra i reparti.

PRIMO TEMPO – L’Inter fa la partita manovrando la palla con una fitta rete di passaggi che parte da dietro e arriva fino alla trequarti, ma senza riuscire a fornire l’ultimo passaggio a Icardi. Al 25′ il Sassuolo trova il vantaggio con una punizione di Politano, che con furbizia calcia rasoterra sotto la barriera trovando l’angolino basso alla sinistra di Handanovic. Dopo lo svantaggio parte l’assedio dell’Inter, tra paura e reazione. La difesa a tre del Sassuolo lascia qualche spiraglio all’Inter, ma Candreva annulla ogni tentativo offensivo e Perisic non è particolarmente fortunato. Al 42′ l’Inter finalmente sfonda per via centrale, ma il gol di Icardi arriva in fuorigioco e viene annullato. Il primo tempo termina 0-1: doccia gelata per l’Inter, beffata da palla ferma nell’unica occasione concessa.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche tattiche e l’Inter riparte con frenesia alla ricerca del pareggio. Se le cose non vanno bene in fase di costruzione e realizzazione grandi colpe sono di Candreva, che vaga per il campo senza ordine e senza senso, diventando sempre più dannoso per la manovra dell’Inter. Al 58′ primo cambio: fuori Candreva, dentro Karamoh. Il francese agisce principalmente a destra, quindi senza fare confusione come l’italiano, ma non sembra ispiratissimo. Al 70′ secondo cambio: fuori Vecino, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano va a fare da spalla a Icardi in attacco, così Rafinha si abbassa sulla linea mediana. Al 72′ Berardi inventa un gran gol dalla distanza superando Handanovic dopo aver evitato l’intervento di Skriniar. Al 76′ terzo e ultimo cambio: fuori Ranocchia, dentro Borja Valero. Lo spagnolo si piazza nel cuore del centrocampo, ormai l’Inter è senza schemi: 3-3-3-1 finale con terzini accentrati e Icardi più avanzato rispetto al trio alle sue spalle. Tutti si sganciano in avanti. Al 80′ Rafinha accorcia le distanze con un meraviglioso a giro che colpisce il palo e va in rete. Nel finale continua l’offensiva dell’Inter, disordinata come non mai e quindi poco incisiva contro un Sassuolo che si difende come meglio può. Il secondo tempo termina 1-2: sconfitta pesantissima per l’Inter, che vede allontanarsi il sogno Champions.

PROTAGONISTA – Nominare D’Ambrosio e soprattutto Candreva equivale a sparare sulla croce rossa, pertanto il più negativo va ricercato in chi ha deluso le grandi aspettative: Icardi. Quando il bomber argentino non segna è un problema, ma se riesce addirittura a sbagliare gol in maniera clamorosa significa che qualcosa non va. Icardi fallisce l’appuntamento con il gol a metà primo tempo, da quel momento inizia un calvario che si chiude con la vittoria di Consigli: KO tecnico e morale. E’ forse la prima volta che si assiste alla resa del leader, che stavolta non combatte contro tutto e tutti: troppi errori, tutti pesanti, e reazione quasi nulla per provare cambiare le sorti della partita. Irriconoscibile.

COMMENTO – Non bisogna dire nulla di diverso da questo concetto-chiave: l’Inter doveva vincere e ha perso. Ci si aspettava la partita della vita, con l’approccio giusto per dimostrare di meritare l’approdo in Champions, invece non è così: l’Inter sbaglia approccio e permette al Sassuolo di calpestarla senza mai attaccare, se non in contropiede (giustamente). I motivi sono tanti, due su tutti: 1. l’Inter ha in campo quattro diffidati (Ranocchia, Cancelo, Candreva e Perisic) che giocano con il freno a mano tirato per non rischiare il giallo che farebbe saltare loro la trasferta in casa della Lazio, ma così facendo nella prima mezz’ora di gioco si vede pochissima cattiveria, infatti quando sopraggiunge la disperazione nessuno più pensa alla diffida; 2. in campo continuano a esserci quei giocatori senza attributi che da anni falliscono le partite clou, mollando a pochi metri dal raggiungimento dell’obiettivo finale, ovvero i soliti pesi morti in rosa (Handanovic, D’Ambrosio, Brozovic e il già citato Candreva). Delude anche Icardi, come già detto, e perfino Skriniar (errore sul secondo gol) e Cancelo, ovvero i migliori in questa stagione. Malissimo anche il rientrante Vecino, per non parlare di Karamoh e soprattutto Eder, riserva inutile come poche. In pratica contro il Sassuolo gioca solo Rafinha, che finisce per avere i crampi dopo aver guidato la squadra in campo e fuori da vero leader. Non è bastato. Quindi Spalletti ha delle colpe, ma non troppe. L’Inter fallisce l’appuntamento con la Champions e adesso dipende tutto dal Crotone: se riesce a fermare la Lazio, si potrà giocare la “finalissima” a Roma. Se no niente. Illudersi farebbe male, ma non ci sono alternative in queste ore: oggi forza Zenga, poi si vedrà che teste far saltare ad Appiano Gentile.

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