
Tra i tanti nomi fatti per l’Inter che verrà, sicuramente quelli relativi al centrocampo sono i più interessanti per Spalletti: ripartire dal 4-2-3-1 si può, possibilmente con due terzi (nuovi) di nazionalità belga in mezzo
INTER BELGA – La Nazionale Belga che andrà ai Mondiali di Russia 2018 evidentemente ha altre idee, mentre Luciano Spalletti non cambia la sua: per il suo 4-2-3-1 ideale ha individuato l’identikit perfetto in due centrocampisti belga che non giocheranno insieme nelle prossime settimane. Non è un mistero che Spalletti reputa Radja Nainggolan (Roma) il centrocampista perfetto per la sua filosofia calcistica: da mediano l’ha trasformato in trequartista, che difende come una mezzala, ma attacca come una seconda punta. Un ibrido che spacca le partite e sposta gli equilibri facendo la doppia fase come pochi al mondo: Nainggolan è il centrocampista che porta gol laddove l’Inter latita, ma non fa mancare quantità e qualità in mezzo al campo. Ci mette la gamba, ci mette la testa: Nainggolan sa cosa vuole Spalletti. Davanti alla difesa, invece, il nuovo “vecchio” nome è quello di Moussa Dembelé (Tottenham), che ha la fisicità richiesta da Spalletti ed esegue i compiti difensivi necessari per affiancare al meglio il regista della squadra: un ruolo in cui serve dinamicità ed esperienza, requisti che non mancano di certo al belga d’Inghilterra.
TRASFORMAZIONE – L’innesto del classe ’88 della Roma – vero unico sogno dichiarato di Spalletti – cambierebbe nettamente la storia del centrocampo dell’Inter, che sulla trequarti ha perso (almeno momentaneamente…) Rafinha, numero 10 adattato con ben altre caratteristiche rispetto a Nainggolan, praticamente diametralmente opposte, senza dimenticare Borja Valero, regista difensivo avanzato per la nota emergenza offensiva. Nonostante Nainggolan, il ritorno del brasiliano del Barcellona a Milano non è da escludere: Rafinha darebbe un’opzione in più sia nel 4-2-3-1 sia soprattutto in caso di 4-3-3, altro modulo spallettiano. Per quanto riguarda il classe ’87 del Tottenham, c’è da dire che andrebbe a colmare le lacune del due formato da Roberto Gagliardini e Matias Vecino, che hanno fisicità simile, ma peccano in altri aspetti: l’italiano negli “strappi” offensivi, l’uruguayano nell’attenzione in fase di copertura. Di conseguenza Dembelé sarebbe un innesto importante per formare la diga con Marcelo Brozovic in cabina di regia. Fair Play Finanziario e società permettendo, l’idea di Spalletti a centrocampo è questa: l’Inter belga.
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