Asamoah ha 3 obiettivi per prendersi l’Inter, ma anche 3 ruoli diversi

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Di de Vrij, Nainggolan, Politano e Lautaro Martinez si è detto tanto, di Asamoah praticamente nulla: il ghanese ex Juventus è approdato in casa Inter senza i giusti meriti, eppure il suo CV parla da sé. Adesso l’inizia l’avventura nerazzurra

ECCO ASAMOAH – L’acquisto più sottovalutato del mercato dell’Inter, finora, è senza dubbio quello di Kwadwo Asamoah, arrivato nel silenzio più totale dalla Juventus, ovviamente a parametro zero. Il classe ’88 ghanese non fa parlare di sé semplicemente perché, nel rispetto di tutti, ha deciso di non parlare, in attesa della conferenza stampa di presentazione: i tifosi juventini lo stimano, quelli interisti lo rispettano. E lo aspettano. Asamoah non è un oggetto misterioso, il suo contributo in Serie A è abbastanza evidente, eppure resta un giocatore poco pubblicizzato. Lasciare la Juventus per l’Inter non lo aiuta mediaticamente, ma ha tutto dalla sua parte. Prima, però, bisogna capire cosa aspettarsi da lui in campo, perché fuori i dubbi sono pochi.

I TRE RUOLI – L’arrivo di Asamoah all’Inter inizia con un dubbio, quello legato al ruolo. L’Inter lo ha preso con l’idea di rinforzare la fascia mancina difensiva, dove l’unico elemento rimasto in rosa è Dalbert, ma è lo stesso Asamoah a sperare di non dover fare il terzino sinistro anche all’Inter, dopo anni di sacrifici tattici a Torino. Nonostante le speranze del ghanese di tornare ad agire a centrocampo (come mezzala o da esterno a tutta fascia), l’ultima parola spetterà a Luciano Spalletti, che deve ancora decidere il modulo-base della sua nuova Inter: Asamoah può giocare da terzino sinistro nel 4-2-3-1, mezzala sinistra nel 4-3-3 o nel 3-5-2 ed esterno sinistro a tutta fascia nel 3-4-2-1, tutte situazioni molto interessanti dal punto di vista tecnico-tattico.

I TRE OBIETTIVI – In qualsiasi situazione, comunque, Asamoah a Milano avrà tre obiettivi: 1. il più difficile, ovvero non fa rimpiangere Joao Cancelo – finito proprio alla Juventus -, spingendo sulla sinistra con qualità e quantità come il portoghese ha fatto a destra nell’ultima stagione; 2. quello medio, cioè portare all’Inter la stessa mentalità vincente costruita a Torino, dove da riserva si è saputo ritagliare spazio tale da diventare praticamente un titolare di sicuro affidamento; 3. quello più semplice, ovvero conquistare i tifosi dell’Inter a suon di prestazioni positive, togliendosi l’etichetta di “ex juventino”, ma vista la sua professionalità non dovrebbe essere assolutamente un problema per Asamoah. Da domani in ritiro si fa sul serio: benvenuto all’Inter, Kwadwo!

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