Spalletti e quel complesso d’inferiorità che all’Inter non esiste, altro che CR7

Spalletti

Finché a parlare non sarà il campo, in Italia si continua a rapportare tutto alla figura di Cristiano Ronaldo, e la cosa fa un po’ sorridere nel giorno in cui Spalletti “presenta” i progetti dell’Inter per la stagione che sta per iniziare. La presa di posizione del tecnico nerazzurro è abbastanza eloquente

NESSUN CONSENSO – Nella prima lunga conferenza stampa stagionale, Luciano Spalletti è riuscito nell’impresa di parlare per circa un’ora spaziando su vari argomenti e lasciando più di un concetto in sospeso, regalando però la prima grande perla del 2018/19 già in risposta alla prima domanda: «Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso». Questa frase, testuale, racchiude tutto quello di cui un tifoso dell’Inter – ma anche di tutte le altre squadre con ambizioni di vittoria – ha bisogno di sentire sempre, in questo periodo soprattutto. Lo spunto di Spalletti è arrivato nel dover commentare l’approdo di Cristiano Ronaldo in Italia, visto che per tutti significa che la Juventus ha già (ri)vinto in partenza lo scudetto. Pensiero condivisibile, ma inaccettabile se alleni l’Inter. E questo è un messaggio che deve arrivare a tutti, a quelli che continuano a piangersi addosso e anche a chi non vuole vedere in faccia la realtà, ma soprattutto ai calciatori che indossano la maglia nerazzurra: si parte sempre alla pari, mai già sconfitti.

NESSUN COMPLESSO – Le parole di Spalletti possono essere lette, analizzate e tradotte in più modi, ma il loro significato è da riferirsi in maniera esclusiva all’Inter, alle sue ambizioni e agli obiettivi prefissati a prescindere dagli altri. Ovviamente qualcuno ha voluto sfruttare questo treno per inventare un dualismo che non esiste, ma anche questo fa parte del gioco. Eppure è lapalissiano che l’eterna sfida tra Inter e Juventus in questa stagione non possa ridursi a quella tra Spalletti e Cristiano Ronaldo, nonostante sia altrettanto palese che la Juventus ha deciso di far “sovrastare” il ruolo di Massimiliano Allegri dalla figura del fuoriclasse portoghese. Questo, però, non interessa all’Inter né a Spalletti, che per il resto si affida ai suoi due “anti-Cristiano” per eccellenza: Radja Nainggolan come guida caratteriale per il salto di qualità della squadra e Ivan Perisic come alter ego tecnico del portoghese. Etichette forti, ovviamente relative all’ambiente Inter di oggi. E se nessuno può far sentire inferiore l’Inter senza il suo consenso, non può nemmeno far sentire inferiori Nainggolan, Perisic e compagnia. Perché sia chiara una cosa: l’Inter può anche non vincere da anni, ma il complesso d’inferiorità ad Appiano Gentile non esiste, con nessuno.

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