
Keita è l’ultima novità regalata dall’Inter a Spalletti, che dovrà far rendere al massimo delle sue potenzialità l’ala arrivata dal Monaco. Per caratteristiche e richieste tecnico-tattiche, l’innesto del classe ’95 senegalese rivoluzionerà l’undici titolare nerazzurro, ribaltandone non solo la manovra di gioco
KEITA NOVITA’ INTER – Sull’importanza dell’acquisto di Keita Baldé a livello tecnico-tattico abbiamo già scritto (QUI il focus dedicato, ndr), così come sulle aspettative che ha l’Inter su di lui in termini di assist e gol (QUI il focus dedicato, ndr), ma ciò che non abbiamo ancora detto è in che modo il classe ’95 senegalese s’inserirà nei meccanismi della formazione nerazzurra. Premessa banale: Luciano Spalletti ha voluto fortemente Keita, di conseguenza ha già in mente come e dove utilizzarlo, quindi per ora – in attesa del debutto ufficiale – possiamo solo ipotizzare la situazione più logica. L’innesto di Keita nella nuova Inter va a completare una rivoluzione iniziata a giugno con il mancato riscatto di Joao Cancelo, continuata con la scelta di puntare su Radja Nainggolan sulla trequarti al posto di Rafinha e conclusa con la nuova coppia di terzini: Kwadwo Asamoah (o in alternativa Dalbert) a spingere sulla sinistra per dare un’opzione in più a Ivan Perisic (mai utilizzato nel pre-campionato, ma titolarissimo nel ruolo di ala sinistra) e soprattutto Sime Vrsaljko a contenere ed equilibrare il reparto sulla destra, dove ci si aspettava un’ala molto offensiva dal mercato. Quell’ala è arrivata ora: si tratta proprio di Keita, che a destra può giocare e ha già giocato con ottimi risultati negli ultimi anni, quindi probabilmente Spalletti insisterà su questa soluzione, pur potendolo tranquillamente schierare a sinistra, in mezzo e in area di rigore. Keita completa così la rivoluzione dell’Inter sulle fasce, in cui si salva solo Perisic a sinistra: nuovo binario a destra, tra l’altro con due calciatori già apprezzati in Italia.
INTER RIBALTATA – Il profilo di Keita non è casuale: quando l’Inter ha deciso – in parte per costrizione dai paletti del Fair Play Finanziario UEFA, in parte per scelta tecnica – di rinunciare a Cancelo come terzino destro, automaticamente ha deciso di sollevare dal suo ruolo Antonio Candreva, diventato assolutamente inutile senza la spinta a tutta fascia del portoghese ora in forza alla Juventus. Con Vrsaljko dietro, l’ala destra deve garantire corsa e dribbling, sovrapposizione e tagli, cross e tiri, assist e gol, in pratica tutto quello che a Candreva non riesce da mesi. In pratica tutto quello che Keita sa fare, anche bene, ma senza continuità. Perché Keita arriva a Milano con un grande bagaglio tecnico, ma è caratterialmente e tatticamente che va disciplinato: questo ora è il compito più importante per Spalletti, rendere Keita un attaccante concreto. Attaccante, appunto, perché Candreva non lo è, non lo è mai stato e mai lo sarà. La scelta è ricaduta su Keita anche perché dà più garanzie rispetto al classe ’98 Yann Karamoh, ancora troppo fumoso per un ruolo così delicato nell’Inter che tornerà in Champions League tra circa un mese, mentre Matteo Politano è stato preso con l’idea di avere in panchina un preziosissimo jolly offensivo da spendere a partita in corso e nel turnover. Ricapitolando: se l’Inter nella passata stagione si affidava esclusivamente alla spinta di Cancelo dalla destra, sfruttando Perisic perlopiù nei tagli, adesso sarà l’inverso, ovvero spinta dal basso a sinistra con Keita arma tattica a destra. Perché l’atleticità e la fisicità dell’ala senegalese non sono da sottovalutare: Keita è l’alter ego di Perisic e all’occorrenza Spalletti li potrà invertire. E con Keita è possibile il ribaltamento continuo della manovra di gioco dell’Inter: da destra a sinistra e viceversa.
RIVOLUZIONE INTER – Il discorso tecnico-tattico su Keita non si esaurisce al gioco fatto sulle fasce. O meglio, è il discorso tecnico-tattico relativo alla nuova Inter di Spalletti, che riparte da almeno quattro nuovi titolari, forse cinque (Stefan de Vrij regista difensivo se scalza la leadership di Joao Miranda), addirittura sei qualora dovesse arrivare un ultimo regalo dal mercato (il sogno è sempre Luka Modric, ma si parla appunto di sogno…) o dovessero cambiare alcune gerarchie offensive. Senza Cancelo l’Inter ha perso una fonte di gioco da dietro, senza Rafinha ne ha perso una in mezzo al campo, ed è proprio qui la rivoluzione di Spalletti: Keita e Perisic, a turno, andranno a spalleggiare Mauro Icardi in area di rigore, lasciando la propria area di competenza alla sovrapposizione del terzino (Vrsaljko o Asamoah), mentre Nainggolan fungerà da primo distruttore di gioco avversario, in contrapposizione alla costruzione garantita a tutto campo da Rafinha. L’alternativa più offensiva prevede Lautaro Martinez spalla di Icardi con Nainggolan più basso e probabilmente Keita sacrificato in panchina in favore di un esterno alto più disponibile alla fase di ripiego (Politano?), ma per il momento meglio non correre: per ora si ragiona solo sul 4-2-3-1 che può declinarsi tranquillamente in 4-3-3 (Keita e Perisic ai lati di Icardi, Nainggolan arretrato a supporto della linea mediana), ci sarà tempo per gli altri esperimenti. Perché Spalletti riparte dalla difesa “tre più uno”, che poi potrebbe anche svilupparsi in un 3-4-2-1 in cui Keita troverebbe spazio decentrato sulla trequarti. In attesa della chiusura del mercato, la cui deadline è fissata per le ore 20.00 di venerdì 17 agosto, la rivoluzione dell’Inter di Spalletti appare chiara ed evidente, pur non avendola potuta mettere completamente in atto durante il pre-campionato a causa di assenze e infortuni. Al debutto in quel di Reggio Emilia manca poco, Sassuolo-Inter è in programma domenica 20 agosto, e chissà non ci saranno altre novità. Intanto c’è lui: è ancora presto ma, qualora giocasse, molti riflettori sarebbero puntati proprio su Keita, talento ingiustamente sottovalutato e non solo a causa della mediaticità dell’affare Modric.
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