
L’ex centrocampista della Juventus Giancarlo Marocchi, ospite di “Sky Calcio Live”, ha dato una chiave di lettura differente alla qualificazione in Champions League dell’Inter nella scorsa stagione: secondo lui i nerazzurri avrebbero avuto meno problemi se a un certo punto del campionato Luciano Spalletti non avesse cercato di cambiare le caratteristiche di alcuni giocatori.
MENO PROVE IN CAMPO – «Secondo me già partiamo dal fatto che era una squadra forte, è arrivata in Champions League solo all’ultima giornata per colpa di Luciano Spalletti, ma la colpa di Spalletti è stata nel guardare avanti, ovvero volerla migliorare perché era una squadra che terza poteva arrivare tranquillamente, senza mettere granché. Spalletti ha voluto migliorare i giocatori, chi era abituato ad attaccare solo sull’esterno farlo entrare anche in mezzo al campo per sfruttare le caratteristiche di João Cancelo, ha aggiunto tante cose e alla fine sono state controproducenti. Spalletti ha un grandissimo potenziale, tocca a lui trarre il massimo: dovrà creare delle gerarchie, giocare a tre o a quattro, quando arriverà Radja Nainggolan questo lo mettiamo in campo per forza perché sarà lo spaccapartite. A centrocampo assieme a Marcelo Brozovic andrà scelto l’altro titolare, Kwadwo Asamoah me lo immagino dietro, ci sono delle certezze però tocca a Spalletti creare i titolari con gerarchie precise. Non ha un compito semplice».
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