
Primo tempo regalato dall’Inter agli avversari. Nella ripresa solo due occasioni ma niente pari. Per “La Gazzetta dello Sport” è un “Gran Sasol”, che gioca e fa divertire.
LA DURA LEGGE DEL CALCIO – Ci si aspettava le magie di Mauro Icardi, invece ci siamo accorti di Giangiacomo Magnani, sconosciuto centrale di 22 anni. Gli sprint di Lautaro Martinez? El Toro e il resto dell’Inter, chiusi dalla gabbia difensiva sapientemente creata dal tecnico Roberto De Zerbi. Se le occasioni dell’Inter si possono riassumere in un guizzo di Mauro Icardi e nella capocciata di Stefan de Vrij, è tutto Sassuolo quello che brilla.
LA CHIAVE DEL MATCH – Il DNA di De Zerbi si vede tutto in un certo Kevin Prince Boateng. Chiave dei movimenti del Sassuolo, Boateng è il centravanti che va incontro a Francesco Magnanelli, a innescare gli inserimenti dei laterali Alfred Duncan e Mehdi Bourabia. Basta questo a scoraggiare l’Inter?
TUTTI IMPALLATI – L’Inter, dal canto suo, resta vittima di un giropalla lento e di un gioco improduttivo. Male a sinistra Dalbert e al centro Joao Miranda, che soffrono senza soluzione di continuità il pressing del Sassuolo. Con Marcelo Brozovic e Matias Vecino spenti invece da un Duncan a tutto campo, l’Inter si ritrova a dipendere dalle toppe di un’instancabile Kwadwo Asamoah, adattato nel ruolo di ala e poi terzino sinistro.
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