
“La Gazzetta dello Sport” parla dell’acerrima rivalità tra i due tecnici di Inter e Torino. Tra Spalletti e Mazzarri, da Viareggio a Roma, incroci, polemiche e sfottò.
STRETTA DI MANO – L’ultima stretta di mano tra i due risale all’8 aprile, quando il Torino manda a casa l’Inter con una sconfitta poco digeribile, in quanto complica la situazione della classifica. Luciano Spalletti e Walter Mazzarri si incrociano a fine gara, con il tecnico dell’Inter che, con un ghigno, stringe la mano del allenatore del Torino, facendo oscillare platealmente il braccio. Tra pizzicate in campo e negli spogliatoi, Spalletti è convinto che «Mazzarri ha sempre paura, anche quando vince».
INCROCI IN CARRIERA – Siamo agli inizi degli anni ’90, la Serie non è la A ma la C2. Spalletti e Mazzarri a Viareggio si scambiano la maglia. Nel 1990-91 c’è Spalletti in rosa, acquistato sotto la direzione di Oreste Cinquini, lo stesso che l’anno dopo decise di comprare Mazzarri. Il secondo incrocio tra il tecnico dell’Inter e quello del Torino risale al 2009, quando Mazzarri è ad un passo dalla panchia della Roma, dopo le dimissioni di Spalletti. Mazzarri è in hotel che aspetta la chiamata giallorossa, ma la dirigenza della Roma, alla fine opta per Claudio Ranieri. Due toscani, Spalletti e Mazzarri, di provenienza diversa, come descritto da Mazzarri stesso: «il toro maremmano», Walter, mentre Luciano è «un toscano di collina che con me a braccio di ferro perde sempre»
BISOGNO DI FARE PUNTI – Collina, quella che l’Inter dovrà superare domenica a San Siro. Perché ancora non si può parlare di montagna da scalare. Dal canto suo, anche il Torino deve recuperare la sconfitta per 0-1 subita contro la Roma. Mazzarri ha lasciato all’Inter l’idea di essere un tecnico dalle partenze sprint, mentre l’Inter, quest’anno, si ritrova ad affrontare una stagione più impegnativa rispetto a quelle a cui è abituata da anni. Con una Champions League da gestire e il tempo necessario per inserire i nuovi acquisti, nonché il recupero degli “eroi mondiali”, Spalletti non ha mai allenato l’Inter a pieno organico. Forse inizierà a farlo oggi, con il tanto sospirato recupero di Radja Nainggolan. E sarà questo il suo primo pensiero, ancor prima della mano da stringere del collega. Appuntamento domenica sera con Inter-Torino.
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