Scarpini: “Inter, Keita diverso da tutti! Nainggolan triste se out. Mazzarri…”

Roberto Scarpini

Roberto Scarpini – Direttore di “Inter TV” -, ospite negli studi di “Calcio € Mercato” su Sportitalia, torna sulla sconfitta dell’Inter contro il Sassuolo e commenta le vicende più calde, ovvero la presentazione di Keita, il caso Nainggolan e l’imminente arrivo del Torino di Mazzarri a Milano

INTER IMBRIGLIATA – Non vuole dare alibi Roberto Scarpini, che analizza la sconfitta del debutto stagionale facendo i complimenti agli avversari: «Contro il Torino ci servono i tre punti, speriamo! Purtroppo l’esordio contro il Sassuolo non è andato bene. Il terreno di gioco del “Mapei Stadium” non ha aiutato né l’Inter a giocare in velocità per cercare il pareggio né il Sassuolo a ripartire per cercare il 2-0, avendo buoni palleggiatori: ha limitato i giocatori più tecnici a uscire puliti. Nella sconfitta dell’Inter ci sono sicuramente demeriti tecnici, anzi la colpa è al 99% questa, ma almeno per un 1% anche il campo ha influito. Succede spesso quando la squadra piccola incontra la grande: il Sassuolo ha preparato bene la partita, Roberto De Zerbi è un allenatore bravo, è riuscito a portare a casa quello che aveva messo in testa e preparato, il Sassuolo ha fatto bene tutte e due le fasi. A De Zerbi piace far giocare bene le squadre e contro l’Inter gli mancavano anche i due centrali difensivi titolari…».

KEITA GIA’ INTEGRATO – «Riguardo agli ultimi giocatori arrivati in ritiro, Keita Baldé è arrivato già allenato perché stava già facendo la preparazione in Francia, mentre Sime Vrsaljko e Ivan Perisic hanno dovuto iniziare il lavoro. Poi Perisic è entrato perché conosce già i meccanismi dell’Inter, mentre Vrsaljko è rimasto in panchina, invece Keita è stato buttato dentro per fiducia. Keita è un giocatore molto utile all’interno del parco attaccanti, copre più posizioni e, a differenza di altri, ha spunti in velocità, salta l’uomo, crea superiorità e a volte serve quel tipo di giocata, poi può giocare esterno, seconda e prima punta. Keita con la Lazio spaccava la partita giocando dall’inizio o da subentrato: faceva saltare il banco! Keita è appena arrivato, è ancora presto: è entrato nel gruppo molto affiatato, conosce già molti ragazzi e con Mauro Icardi è stato compagno nelle giovanili del Barcellona. Quando arrivano ragazzi che hanno già giocato nel campionato italiano è già un passo in avanti integrarsi nel gruppo, invece quando uno viene da un altro campionato bisogna fare due operazioni: integrasi nel gruppo ed entrare nei meccanismi di un nuovo calcio, soprattutto se diverso come quello italiano».

NAINGGOLAN IN RIPRESA – «Radja Nainggolan è tornato con molta gioia, un calciatore quando è infortunato non è contento e non sta bene: vuole giocare! Il video di Nainggolan in discoteca? Quelle sono sciocchezze! Quando ti fai male nel momento più importante, ovvero quando stai preparando la stagione… Nainggolan ha perso l’opportunità, quando hai voglia di fare e dimostrare: è molto inserito nel gruppo, pur avendo lavorato in disparte per un mese. Finalmente è tornato ed è una buona notizia, ma non significa che domenica contro il Torino giocherà dal primo minuto, vale il discorso fatto per Milan Skriniar contro il Sassuolo: se un giocatore sta facendo un percorso, ha un piccolo fastidio e ha saltato qualcosa, oggi con questo organico hai l’opportunità con di avere un’alternativa per non accelerare e forzare i tempi. Il percorso continua per Nainggolan: torna in gruppo, è uscito dalla galleria e vede il prosieguo della strada. C’è la volontà di Luciano Spalletti di avere tutti a disposizione per sfruttare i migliori, dall’altra i giocatori che vogliono esserci a tutti i costi, ma bisogna vedere le condizioni. Negli ultimi due allenamenti verranno fatte le scelte decisive da Spalletti sui giocatori recuperati per il Torino, ad esempio Skriniar. Gli allenatori nella testa hanno già i cambi ideali, poi tutto dipende da come si sviluppa la partita tra cartellini, affaticamenti e infortuni, o dagli avversari. Il vantaggio che hanno Juventus e Inter, sicuramente, è la possibilità di cambiare modulo addirittura con gli stessi undici in campo: c’è un’enorme duttilità di coprire il campo spostando uno o due giocatori».

MAZZARRI TORNA A SAN SIRO – «Walter Mazzarri non si è lasciato bene con l’Inter, non è riuscito a farlo: quando vieni esonerato a stagione in corso non è mai un bel momento, inoltre Mazzarri è rimasto fermo per tutta la durata del contratto con l’Inter, non ha cercato la risoluzione anticipata per fare altro, anche perché all’Inter aveva un bell’ingaggio, oggi non va a guadagnare quello che aveva all’Inter, anche a livello personale, è andato in Inghilterra per imparare l’inglese e cercare potenzialmente di aprirsi a un altro mercato, poi è andato a fare un’esperienza lì. Mazzarri è rimasto in ottimi rapporti con quelli della parte interna e i dirigenti dell’Inter, penso ci sia rimasto male come ogni allenatore quando finisce la storia anzitempo: è difficile fare festa quando ci si lascia in questo modo, diverso se te ne vai a fine stagione per scelte non condivise con la società. Mazzarri ha avuto un periodo molto difficle all’Inter: ha vissuto il passaggio di proprietà, e ci sta che con una proprietà differente ci siano idee diverse per continuare a lavorare. Io personalmente ho avuto un rapporto bellissimo con Mazzarri, ci sono stati momenti belli e meno belli».

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