Inter-Torino: Spalletti sbaglia la lettura dopo 45′ ottimi. Cambi no sense

Luciano Spalletti Milan-Inter

Altro passo falso dell’Inter dopo Reggio Emilia, pur muovendo la classifica con un punto: la rimonta del Torino si arresta sul 2-2 dopo il doppio vantaggio firmato Perisic e de Vrij. Colpe singole (Handanovic) e di squadra, ma è Spalletti a sbagliare per tutti: pessima lettura della partita dopo averla preparata bene. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Torino

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Torino: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar; Vrsaljko, Vecino, Brozovic, Asamoah; Politano, Perisic; Icardi.

Inter-Torino Formazione Ufficiale

Inter-Torino Formazione Ufficiale

MODULO – L’idea è stata nell’aria per tutta la settimana e Spalletti non ha disatteso nessuno: l’Inter scende in campo con il 3-4-2-1, in cui è de Vrij a guidare la difesa a tre, mentre Vrsaljko e Asamoah giocano a tutta fascia perché la coppia Politano-Perisic è molto più accentrata sulla trequarti per spalleggiare Icardi sia per via laterale sia centrale.

PRIMO TEMPO – La disposizione iniziale non mente, semmai stupisce vedere D’Ambrosio sul centro-destra a “coprire” Vrsaljko e Skriniar sul centro-sinistra. Al 6′ l’Inter va già in vantaggio: Icardi si allarga sulla destra da dove fa partire un traversone in mezzo sul quale Perisic si fionda con un destro di prima intenzione che non dà scampo a Sirigu. Ottimo giro palla dell’Inter, che è molto aggressiva e fa la partita senza dare grandi riferimenti al Torino: i reparti sono molto uniti per sfruttare il campo aperto nelle ripartenze e in avanti la coppia Politano-Perisic si stringe e si allarga interscambiandosi spesso alle spalle di un Icardi molto dinamico. L’Inter attacca principalmente da destra, ma la vera notizia è il filtro in mezzo al campo: la coppia Vecino-Brozovic si fa sentire in entrambe le fasi di gioco davanti alla difesa. Al 32′ arriva il raddoppio: de Vrij svetta di testa su punizione perfetta di Politano! Il Torino non riesce a rendersi pericoloso, Belotti è praticamente estraneo alla partita: nota di merito per la prestazione difensiva dell’Inter. Il primo tempo termina 2-0: ottima Inter, Politano su tutti.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche di formazione. Cala subito il ritmo da entrambe le parti: squadre “addormentate”, non si preannuncia un granché. Al 55′ clamoroso svarione difensivo dell’Inter, che subisce l’imbucata del Torino: il traversone di Iago Falque da centrocampo taglia tutta la metà campo nerazzurra, dove Handanovic (inspiegabilmente) esce dai pali e D’Ambrosio non chiude in tempo la diagonale difensiva, mandando di fatto Belotti in gol a porta vuota. Il Torino trova fiducia, l’Inter fa solo confusione e non riesce a concretizzare nessuna giocata. Al 65′ primo cambio forzato per l’Inter: fuori Asamoah, dentro Dalbert. Staffetta sulla fascia sinistra. Al 68′ il Torino pareggia grazie a una bella giocata di Meité, che elude l’intervento di Perisic e supera Handanovic (non impeccabile) dopo una leggera deviazione di Vrsaljko. La paura porta l’Inter ad attaccare in maniera disordinata. Al 71′ secondo cambio per Spalletti: fuori Vrsaljko, dentro Keita. Il senegalese si piazza al centro della trequarti alle spalle di Icardi, cambia il modulo: 4-2-3-1 con D’Ambrosio che scala nel ruolo di terzino destro. Inizia a cambiare la musica, ma la condizione atletica non aiuta l’Inter: Keita si muove tra le linee ed è pericoloso, non tutti riescono a seguirlo. Sirigu si supera su più di una conclusione. Al 91′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Politano, dentro Lautaro Martinez. L’argentino va subito in soccorso a Icardi facendo allargare a destra Keita (come da immagine sotto allegata, ndr). Nell’assedio finale Icardi ha l’occasione per segnare, ma non si coordina bene. Il secondo tempo termina 2-2: errori imperdonabile da parte dell’Inter, dominata dal Torino in tutta la ripresa.

Inter-Torino Formazione Finale

Inter-Torino Formazione Finale

PROTAGONISTA – Facile prendersela con i singoli quando le cose non vanno, soprattutto se vengono fatte cose incommentabili come quelle viste tra i pali a opera del peggiore in campo: Handanovic. Il portiere sloveno dà inizio alla rimonta del Torino, dato che regala quasi esclusivamente il 2-1 (D’Ambrosio non è esente da colpe…) e non riesce a respingere l’innocuo 2-2 (nemmeno la deviazione lo giustifica, anzi). Senza la prestazione oscena di Handanovic l’Inter sarebbe uscita da San Siro con tre punti: soffrendo lo stesso, ma con tre punti. I problemi iniziano da qui. Dannoso e sopravvalutato.

COMMENTO – Parlare dell’unico punto su sei in due partite serve a poco: fa male, ma non è un problema. L’Inter spreca l’avvio sprint sapendo di poter recuperare a campionato in corso, il vero problema è osservare il modo in cui è arrivato questo scarno bottino: errori propri (contro il Sassuolo anche l’arbitro ci ha messo del suo…), errori imperdonabili e solite paure che ritornano. Non è un dramma, ma rischia di diventarlo: Spalletti sarà capace di frenare questo crollo? Crollo mentale e atletico, dettaglio da non sottovalutare. Perché l’Inter è a pezzi quando rientra in campo nella ripresa e Spalletti non riesce a correggersi in tempo. Anzi, sbaglia tutto. La prestazione di Spalletti è racchiusa in un concetto banalissimo: prepara bene la partita, ma la legge male. Malissimo. L’Inter con il 3-4-2-1 funziona finché regge in termini di aggressività e corsa, poi urge una modifica: manca filtro a centrocampo. E se si è costretti a sostituire uno dei tre terzini in campo (Asamoah) per infortunio, sembra tutto scritto: dentro Gagliardini e si passa al 4-3-3, no? Invece no, Spalletti insiste su Dalbert, subisce il pareggio e perde Vrsaljko, rimpiazzato con Keita. A quel punto arriva il 4-2-3-1 disordinato. Altro errore consequenziale: sul 2-2 l’ultimo cambio in attacco serve subito, a Lautaro Martinez bisogna dare un quarto d’ora, farlo entrare al 91′ con solo due minuti di recupero a disposizione è quasi umiliante. Di fatto Spalletti sbaglia la lettura della partita, forse per paura di stravolgere nuovamente la formazione di partenza. Comunque male, malissimo. Inutile ribadire che l’Inter dovrà fare tesoro anche di questo passo falso: la base tracciata da Spalletti è ottima, ma si ferma al primo tempo.

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