
Marcelo Brozovic, il playmaker monotematico dell’Inter è stato uno dei peggiori tra i nerazzurri nel match contro il Parma. Di seguito, ci chiediamo se Brozovic alla regia sia la scelta giusta per una squadra priva di idee e di gioco.
DUBBIO PLAYMAKER – Marcelo Brozovic può davvero essere il playmaker dell’Inter? Questa è la domanda che l’ultima prestazione del croato, opaca se tralasciano i capelli color platino, ha sollevato nell’ambiente nerazzurro. Nel match contro il Parma, Luciano Spalletti ha optato nuovamente per il 4-2-3-1, affiancando, nel cerchio di centrocampo, Brozovic a Roberto Gagliardini. Un centrocampo tanta corsa e smistamento di palla, che lascia però estro e fantasia a quei due là davanti, Radja Nainggolan e Ivan Perisic.
BROZOVIC ALLA REGIA – L’Inter aveva cercato un’altra opzione, ma il mancato arrivo di un regista di prim’ordine come Luka Modric, ha dato il via all’ultima fase della trasformazione di Brozovic. Già dalla scorsa stagione, infatti, Spalletti aveva promosso il croato da trequartista a regista. La prima Inter con Epic Brozo alla regia è datata 11 marzo 2018, contro il Napoli. Per necessità tecniche, per la prima volta in stagione, il vice-campione del mondo è schierato davanti alla difesa con compiti di impostazione. L’intenditore, sempre quel Gagliardini che l’ha affiancato a San Siro, ma, qualche metro più avanti c’era Rafinha. Era il giocatore in forza al Barcellona colui che cuciva le distanze tra i reparti, il playmaker in grado di innescare sapientemente la manovra d’attacco.
ACCHIAPPAPALLONI DISCONTINUO – Partendo da dietro, grazie all’ottimo controllo di palla, Brozovic sa approfittare dei momenti in cui le squadre si allungano, penetrando nello spazio e rompendo le linee. Brozovic ha una bella visione di gioco e un buon lancio, che gli consentono di cercare il compagno in profondità. Ma queste caratteristiche non fanno di lui un trequartista affidabile: sulla trequarti Brozovic è stato spesso pasticcione e poco appariscente, motivo per cui Spalletti lo ha arretrato a mediano. La discontinuità, un problema per un giocatore chiamato ad essere il playmaker dell’Inter.
BASTA UN REGISTA REINVENTATO? – Se i giornali definiscono l’Inter Ninja-centrica, la verità è un’altra: a Nainggolan non spetta il compito di impostare, ma di rifinire e di inventare qualche magia per l’unica punta. Il belga questo sa fare, e quando lo fa, è capace di cambiare il corso del match (come a Bologna), ma non basta Nainggolan per giocare bene. Contro il Parma, Nainggolan è stato il migliore dell’Inter, eppure non ha trovato il guizzo giusto. Dal lato suo, Brozovic alla regia è sembrato una calamita acchiappapalloni: 151 le palle giocate, di cui 21 perse e 12 guadagnate. Il croato è apparso a suo agio e voglioso sul terreno di gioco. Ma l’Inter si può davvero accontentare di un regista reinventato che comunque continua a essere poco concreto? Da come i nerazzurri hanno risposto contro il Parma, sembra proprio di no.
Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie e calciomercato Inter
Inter-news.it © 2018 – Tutti i diritti riservati
Leggi la notizia completa qui: Inter-News https://ift.tt/2NRfQOk
via IFTTT https://ift.tt/2xrMsnC visita la nostra pagina fb: https://ift.tt/1VotyWY
