Vecino e l’Inter nel destino da 5 anni: la (lunga) storia ha origine nel 2013

Inter-Tottenham Vecino

Matias Vecino è l’uomo del destino per l’Inter. Oggi tutti celebrano il gol nel recupero che ha regalato all’Inter i 3 punti contro il Tottenham all’esordio in Champions League, che unito a quello segnato all’Olimpico e valido per la qualificazione costruisce già di per sé una storia romantica. Ma le storie di Vecino e dell’Inter hanno origini più lontane, che rendono ancor più intenso il sentimento tra i colori nerazzurri e l’uomo del destino

ALLE ORIGINI DEL DESTINO – Matias Vecino viene acquistato nel 2013 dalla Fiorentina, che lo preleva dalla squadra uruguaiana del Nacional. L’esordio in maglia viola, neanche a dirlo, avviene proprio contro l’Inter a San Siro: è il 26 settembre 2013, sulla panchina dell’Inter c’è Walter Mazzarri e su quella della Fiorentina Vincenzo Montella. Vecino entra in campo al 78’ sul punteggio di 1-1 (al rigore di Giuseppe Rossi ha risposto Esteban Cambiasso) e gli capita subito sul destro una palla gol in area che non sfrutta e apre la strada al gol vittoria di Jonathan. Vecino troverà poco spazio in quella Fiorentina, tanto da passare in prestito prima al Cagliari e poi all’Empoli, dove mister Maurizio Sarri ha come collaboratore tecnico quel Giovanni Martusciello che Vecino ritroverà all’Inter, prima di tornare in viola alla corte di Paulo Sousa per due stagioni. Il suo primo gol con la Fiorentina lo segna il 15 maggio 2016, è l’ultima giornata, l’avversario è la Lazio, lo stadio è l’Olimpico. In quella stessa partita, terminata 2-4, metterà a segno addirittura una doppietta (gol dello 0-1 e dell’1-4, l’ultimo della stagione viola). Si passa alla stagione successiva, Inter e Fiorentina arriveranno rispettivamente settima e ottava, il 17 aprile 2017 si affrontano al Franchi dimostrando tutte le proprie inadeguatezze: Vecino, che non aveva mai segnato dopo la doppietta all’Olimpico, porta due volte in vantaggio la Fiorentina (prima sull’1-0, poi sul 3-2) che vincerà 5-4 una partita tatticamente demenziale. Ma il doppio filo che lega i destini di Vecino e dell’Inter regala un altro piccolo episodio: 28 maggio 2017, ultima giornata, Fiorentina-Pescara 2-2, è ancora l’uruguaiano a mettere il timbro sull’ultimo gol stagionale della Fiorentina.

UNITI DAL DESTINO – Nell’agosto 2017 Vecino passa all’Inter, per volontà di Luciano Spalletti, dietro pagamento della clausola rescissoria di 24 milioni di euro. L’impatto con la maglia nerazzurra è ottimo: prestazione positiva all’esordio a San Siro proprio contro la Fiorentina e gol dell’1-3 che regala la sicurezza di tre punti d’oro alla seconda giornata contro la Roma, all’Olimpico. Ma è solo il primo segno di un destino incredibile. Si arriva alla seconda giornata del girone di ritorno, la Roma è in vantaggio a San Siro a pochi minuti dal termine ed è ancora Vecino a colpire: colpo di testa e 1-1 finale. L’Inter prova a restare aggrappata al terzo posto ma la Roma prende il largo e lo blinda: rimane un’ultima speranza, battere la Lazio all’Olimpico e strappare l’ultimo posto valido per un ritorno in Champions a oltre sei anni dall’ultima volta. Il resto è storia nota: “La prende Vecino”, ancora di testa, è diventato un cult tra i tifosi dell’Inter (clicca QUI per leggere il focus sulle cinque volte in cui Vecino ha salvato l’Inter nel finale, ndr).

FIDUCIA A VECINO – Nel programmare la nuova stagione con la Champions, in sede di mercato si discute di diversi centrocampisti per rinforzare il reparto in cui si alternano Vecino, appunto, e Roberto Gagliardini, ma alla fine resta tutto invariato. Spalletti è però chiamato a escludere uno dei due, insieme a Dalbert e Joao Mario, dalla Lista UEFA, perché il settlement agreement cui è ancora sottoposta l’Inter non fa sconti e solo uno dei due potrà raggiungere i “nuovi” (Milan Skriniar, Radja Nainggolan e compagnia) rispetto alla precedente lista presentata dall’Inter in Europa League. Spalletti esclude Gagliardini e si porta Vecino, la maggior esperienza internazionale accumulata con la maglia dell’Uruguay è la motivazione ufficiale, la riconoscenza per i tre gol segnati alle romane con cui l’Inter si contendeva il posto in Champions, l’ultimo su tutti, è la motivazione romantica.

LA STORIA SI RIPETE – Contro Bologna e Parma Spalletti si affida a Gagliardini, contro il Tottenham ovviamente tocca a Vecino. L’uruguaiano, come del resto all’Olimpico contro la Lazio, non gioca certo una partita memorabile, ma segna ancora una volta un gol pesante come un macigno. E poco importa che il suo ennesimo gol decisivo abbia portato in dote 2,7 milioni di euro garantiti dalla Uefa per ogni vittoria nel girone che uniti ai 38,9 incassati dal gol qualificazione all’Olimpico fanno 41,6 (calcoli di “Calcio e Finanza” alla mano, ndr). Quello che conta, più di tutto, è che Vecino ha riportato l’Inter in Champions e poi le ha regalato tre punti fondamentali per continuare a sognare una qualificazione agli ottavi di finale che avrebbe del clamoroso, per il tasso tecnico, l’abitudine al palcoscenico e i progetti già ben avviati di Barcellona e Tottenham, senza sottovalutare un PSV Eindhoven campione d’Olanda che per oltre tre quarti di gara ha tenuto botta al Camp Nou.

INSIEME A RIVEDER LE STELLE – Le strade di Vecino e dell’Inter si sono incrociate cinque anni fa, quando l’uruguaiano era uno sconosciuto e l’Inter si trovava nel punto più basso della sua storia recente. Il destino ha scritto per loro una storia da vivere mano nella mano, una storia che solo il calcio e una squadra folle come l’Inter sono in grado di scrivere, una storia scritta nelle stelle. Per tornare a riveder le stelle.

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