Inter e la moda della stagione: i gol subiti (da Handanovic) autoprodotti

Samir Handanovic

L’Inter segna poco e subisce troppo, ma nonostante ciò Spalletti può guardare il lato positivo “grazie” alla moda di questo avvio di stagione: tutti i gol subiti da Handanovic sono “autoprodotti”, ovvero evitabili

GOL SUBITI – La stagione dell’Inter in termini di reti finora parla così: sedici gol, di cui dieci fatti e sei subiti, in sette partite tra campionato e coppa. E sono solo due le partite terminate con la rete inviolata (Bologna e Sampdoria). Il dato che balza all’occhio non è tanto quello dei gol fatti, comunque pochi, bensì quello dei gol subiti, praticamente uno a partita. Allarmante per una squadra che punta a obiettivi importanti come l’Inter, ma non in questo caso specifico. La situazione negativa, infatti, può essere letta – paradossalmente – in maniera positiva. In tutti i gol subiti dall’Inter il protagonista in porta è stato ovviamente Samir Handanovic, ma di che gol stiamo parlando? Entriamo nel dettaglio con la descrizione delle marcature in questione, che sembrano seguire lo stesso canovaccio: è la moda stagionale dei gol autoprodotti dall’Inter.

DESCRIZIONE – Sono cinque le reti subite in Serie A: il generoso rigore di Domenico Berardi (Sassuolo) – fischiato per fallo di Joao Miranda – su cui Handanovic non riesce a smanacciare pur avendo intuito la traiettoria; il gol di Andrea Belotti (Torino) in cui è arcinota l’uscita scellerata del già citato Handanovic; il gol di Soualiho Meité (Torino), deviato quanto basta da Sime Vrsaljko per lasciare di sasso un sempre immobile Handanovic; l’irregolare gol di Federico Dimarco (Parma) dalla lunghissima distanza, con la visuale dello statico Handanovic coperta da ben due avversari in fuorigioco; il tiro di Federico Chiesa (Fiorentina), deviato in maniera decisiva affinché venga considerato autogol di Milan Skriniar. E anche l’unica rete subita in Champions League finora segue questo canovaccio: gol di Christian Eriksen (Tottenham), deviato da Miranda a mo’ di campanile e “accompagnato” in rete da Handanovic, che segue in slow motion la traiettoria della palla invece di allontanarla dallo specchio della porta. Curioso.

AUTOPRODUZIONE – Il concetto facilmente intuibile da questa descrizione è che si tratta di gol autoprodotti o, per meglio dire, di gol evitabili. Tutti. Su sei reti, infatti, oltre a quella irregolare (Dimarco), le altre cinque si presentano come un rigore generoso (Berardi), due tiri deviati (Meité ed Eriksen), addirittura un autogol (Skriniar) – queste ultime due superflue nella doppia vittoria dell’Inter – e soprattutto la follia di Handanovic ancora rimasta senza un perché (Belotti). Questa situazione da una parte può preoccupare Luciano Spalletti, in realtà c’è da vedere il bicchiere mezzo pieno: se l’Inter finora i gol se li è fatta da sola, che risposte darà la difesa nerazzurra quando la concentrazione e lo stato di forma sarà ai massimi livelli? Per assurdo bisogna dire che l’Inter ha “deciso” quando subire gol e in futuro potrà andare solo meglio. L’Inter può e deve blindare la difesa a copertura di Handanovic, Spalletti può sorridere grazie al muro formato da Stefan de Vrij e Skriniar, senza dimenticare tutta l’organizzazione difensiva intorno a loro.

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