
La “Gazzetta dello Sport” riporta il pensiero sul Derby del pluripremiato coach del basket italiano Sergio Scariolo, attuale membro dello staff tecnico dei Toronto Raptors. Domenica sarà un giorno intenso per Scariolo perché l’Inter, dice é «una delle poche cose che mi emozionano davvero».
DA DOVE NASCE LA PASSIONE NERAZZURRA– «Mio zio era un grande tifoso. Mi sono innamorato grazie all’eco della Grande Inter, anche se le prime partite di cui ho un ricordo sono il k.o. in finale di Coppa Campioni del ’67 (contro il Cel- tic, ndr) e quel Mantova-Inter con la “papera” di Giuliano Sarti. La prima volta a San Siro fu per Inter-Juve, accompagnato da mio cugino, bianconero: vincemmo 2-0 con un grandissimo Jair da Costa. L’ultima nel 2014. Ero in tribuna con Nicola Berti: pari nel derby».
SULLA CHAMPIONS– «Ho visto l’ultima mezz’ora contro il Tottenham, la parte migliore. La squadra di quest’anno è completa. Premetto che odio quando si pontifica di calcio come se tutti fossero laureati a Coverciano. Se un calciatore o un allenatore si mettessero a giudicare il lavoro degli altri senza conoscerlo, non sarebbe ingiusto? Da tifoso e con rispetto dico che tenere Rafinha e Joao Cancelo sarebbe stato bello ma evidentemente non è stato possibile. C’è Lautaro Martinez, però: potenziale fuoriclasse».
SU LUCIANO SPALLETTI– «Ha tenuto le mani sul volante quando le cose non andavano bene, non ha cercato alibi facendo quadrato con squadra e società. Giù il cappello: non sempre i desideri dei tecnici possono essere esauditi eppure lui ha pensato al collettivo».
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