Dal Barça all’Inter: la storia del giovane Icardi tra Pep e “falso 9” – GDS

Icardi Barcellona

“La Gazzetta dello Sport”, in un articolo del giornalista Filippo Maria Ricci, ripercorre le tappe dei primi passi della carriera di Mauro Icardi in vista di Barcellona-Inter

GLI INIZI – Il quotidiano narra la storia di Mauro Icardi al Barcellona, dove ha vissuto a La Masia, la struttura di formazione del vivaio della squadra di calcio. Oggi è ancora li, chiusa, un po’ in disarmo, con il Camp Nou di fronte. Infatti dal giugno del 2011 è stata costruita la nuova Masia nella Ciutat Esportiva Joan Gamper. Dalle finestre di questa antica residenza generazioni di canterani in arrivo da tutte le parti del mondo hanno sognato di poter saltare la rete e guadare quel piccolissimo tratto d’asfalto che separa l’apprendistato dall’affermazione. Icardi è stato uno degli ultimi ad occupare quelle camere con vista. Arrivò alla Masia nel 2008 dalle Isole Canarie, dove la famiglia era emigrata dall’Argentina, e ci rimase due anni e mezzo: nel gennaio del 2011 decise di andare a Genova, alla Sampdoria. Pochi mesi dopo la masseria blaugrana fu svuotata e i ragazzi trasferiti nel moderno centro tecnico di Sant Joan Despì.

LA STORIA CONTRO, IL FALSO 9 – «Mauro fece una scelta comprensibile. Venne da me e mi disse della Sampdoria: l’offerta era ovviamente attrattiva economicamente, ma soprattutto calcisticamente: lo portavano in prima squadra mentre a Barcellona per lui la strada sarebbe stata ancora lunga, e senza alcuna garanzia. La storia del club dice che perla posizione di attaccante centrale si tende sempre a cercare qualche grande stella straniera: Romario, Ronaldo, Samuel Eto’o, Luis Suarez. I canterani si sono affermati in prima squadra in diverse posizioni, ma non come “9”. Mauro era lucido, la scelta si basava su un’analisi solida». Parole e musica di Oscar Garcia, il suo terzo ed ultimo allenatore nella cantera del Barcellona. A complicare le cose per Icardi ci si era messo anche Pep Guardiola col suo “falso nueve”: il 2 maggio del 2009 il Barcellona vinse 2-6 in casa del Real Madrid con Lionel Messi che cambiò la posizione con Eto’o. Una mossa storica che ha influenzato anche le giovanili: Garcia aveva cominciato a usare Rafinha Alcantara come centravanti e lo spazio per Icardi diminuì sensibilmente. Mauro lo percepì e alla tv del Barça ricordano che andò da loro a chiedere un dvd con i suoi gol in blaugrana, per promuoversi altrove.

TALENTI SPARITI – Dare un’occhiata alle tre rose delle quali fece parte Icardi è istruttivo per comprendere le difficoltà della scalata: sono tantissimi i ragazzi che oggi sono spariti o che giocano in campionati minori. Del primo anno hanno fatto strada Sergi Gomez (titolare sabato al Camp Nou col Siviglia) e Sergi Roberto (titolare stasera come terzino destro, ndr). Del secondo il laziale Patric e Gerard Deulofeu, del terzo Rafinha. Su 48 ragazzi. Uno dei migliori amici di Icardi, Ernesto Cornejo, è al St. Joseph’s a Gibilterra: «Venivamo entrambi da fuori e stavamo sempre insieme. Mauro era un ragazzo semplice, autentico, e non è cambiato. Così come è lo stesso in campo, un killer: anche allora gli davi un pallone e lo metteva dentro, di testa poi era superiore a tutti».

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