
Dejan Stankovic – ospite negli studi di “Sky Sport” – ha parlato a lungo dell’Inter, dal successo nel derby alla partita di stasera in Champions contro il Barcellona per finire con un salto all’indietro. L’ex centrocampista nerazzurro torna con i ricordi agli anni vissuti all’ombra della Madonnina e dimostra di credere molto nell’Inter targata Luciano Spalletti. Di seguito le sue dichiarazioni
VECCHI RICORDI – Dejan Stankovic approfitta della sfida che andrà in scena questa sera in Champions tra Inter e Barcellona per fare un salto all’indietro: «La semifinale di Champions contro il Barcellona? Giocai all’andata entrando a partita in corso, nella seconda è stato difficilissimo vedere i miei compagni lottare e non poter aiutarli (Stankovic era squalificato, ndr). Passare il turno sembrava un’impresa e invece noi, insieme a Mourinho e insieme ai tifosi, siamo riusciti a tenere botta e a rimanere in partita. Se queste gare si preparano in un modo particolare? Sì perché sai chi vai ad affrontare. In quel momento poi c’erano Ibrahimovic, Messi e un centrocampo fortissimo: ricordo che nel girone a Barcellona facemmo una brutta partita, non abbiamo mai preso la palla. Poi in semifinale abbiamo preparato la partita in modo diverso, curando ogni particolare».
SULL’INTER ATTUALE – «L’Inter di Luciano Spalletti? Prima del derby ho assistito all’allenamento. Le mie impressioni erano buone: ho visto giocatori concentrati, Spalletti e i direttori tutti uniti intorno alla squadra. Ho visto preparare una gara con la concentrazione giusta e l’ho visto pure domenica: belli concentrati fino al 90′. Hanno creduto nella vittoria, una cosa che mi ricorda il periodo con Mourinho. Mauro Icardi come Diego Milito? Icardi è Icardi, Diego è Diego: sono due giocatori diversi. La forza della squadra è il gruppo, nel 2010 eravamo quasi tutti over 30 e avevamo poche possibilità di vincere una Champions. La nostra forza era il gruppo, insieme all’allenatore, alla dirigenza e ai tifosi. Piano piano anche qui sta nascendo un gruppo importante. Questa Inter è in grado di giocarsela, la panchina lunga è importante. Milan Skriniar e Stefan de Vrij? Due centrali paurosi! Gennaro Gattuso ha dato la colpa a quello e all’altro ma per me il derby è soprattutto merito di quei due».
SU MOURINHO – «Mourinho ieri ha ricordato il Triplete ai tifosi della Juventus? È stata solo una battuta senza offendere nessuno, lo ha detto lui stesso che con la squadra ha ottimi rapporti. Il mister l’ho sentito un mese e mezzo fa, ho avuto la fortuna e l’onore di stare 2 anni con lui e mi posso permettere di conoscerlo anche dalle espressioni del viso: sto notando che non so se è cambiato dentro lo spogliatoio, non so cos’è cambiato nel nostro José ma lo vedo ancora con la voglia di lottare, litigare e dimostrare che è bravo. Il gol contro il Genoa? Io lo dico sempre, nella mia carriera sono stato fortunato a giocare in grandissimi club come la Stella Rossa, la Lazio e l’Inter. I miei compagni erano spettacolari come uomini e giocatori e giocare con loro era facile. Poi avevo l’opportunità di tirare da fuori e ogni tanto facevo gol. Il gol contro lo Schalke 04? Avevamo tanti infortuni, era un momento difficile e lì siamo esplosi emotivamente e fisicamente. È stato un bel gol ma è rimasto oscurato dal risultato negativo. Io ho sempre accettato tutto della mia carriera e sono fiero di quello che ho fatto».
TRA INTER E JUVENTUS – «Il mio trasferimento all’Inter? C’era la Juventus – anche se non mi va di aprire quel discorso – e un paio di squadre dietro, poi è andato tutto come doveva andare, come previsto: io sono molto fiero di aver sudato la maglia dell’Inter, ho dato tutto. Sento ancora l’affetto dei tifosi, sento Massimo Moratti e non smetterò mai di ringraziare la sua famiglia, sono stati 10 anni indimenticabili. Se la Juventus può vincere la Champions? Mi auguro di no (ride, ndr). Io nella vita sono onesto e realista, in Italia la Juve gioca un altro campionato. Hanno costruito 5 anni fa e ogni anno migliorano, loro sono sempre riusciti a completare la rosa con nomi importanti, la panchina è lunghissima ed è ciò che serve in Champions. Anche Mourinho ha detto che è favorita e purtroppo devo dirlo anche io, perché è molto completa e competitiva. Barcellona-Inter? Niente è impossibile, io ci credo perché li ho visti bene. L’approccio è importante, lo stadio è un po’ scomodo così come l’avversario ma come parti dall’inizio poi si vedrà alla fine, quindi io ci credo».
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