
Beppe Marotta e l’Inter parlano di un futuro insieme. La “Gazzetta dello Sport” sottolinea che il dirigente piace in casa nerazzurra, ma va definito il suo ruolo rispetto ai dirigenti già in organigramma.
DISCORSI IN ESSERE – L’Inter corteggia Marotta, ma in casa nerazzurra prevale comunque la cautela sull’argomento. Malgrado le voci di un’intesa già raggiunta su base triennale. Probabile che alla lunga finisca proprio così, ma ci sono ancora un po’ di gradini da scalare. Di sicuro un aggancio c’è già stato e ha permesso di rompere il ghiaccio. In conversazioni rigorosamente in inglese sono stati messi subito in chiaro i concetti più importanti in vista del possibile matrimonio. Ad esempio alla famiglia Zhang piace l’idea che il sessantunenne dirigente lombardo aiuti Steven a plasmare le proprie qualità da dirigente. Un po’ com’è avvenuto a Torino. Nel 2010 la famiglia Agnelli chiese a Marotta di accompagnare la crescita professionale dell’allora trentacinquenne Andrea. E ora la storia è destinata a ripetersi in salsa interista.
RUOLO DA DEFINIRE – Tuttavia la sensazione è che per i passi formali si debba attendere il nuovo anno, sebbene ormai il vento soffi alle spalle dei protagonisti di questa vicenda. Ad esempio Steven Zhang intende riflettere su come suddividere i compiti tra i componenti del suo attuale staff. L’amministratore delegato Alessandro Antonello appare destinato a proseguire la sua esperienza in casa Inter. Così come non viene messo in discussione il cfoo Giovanni Gardini. Semmai bisognerà capire come verranno spalmate le mansioni nel nuovo organigramma con il brand Marotta. Sono dettagli non da poco e ciò spiega il passo felpato dei protagonisti della trattativa.
COPPIA CON AUSILIO – Un discorso a parte va fatto per il direttore sportivo Piero Ausilio che evidentemente conserverà la sua leadership nell’area tecnica. E gli stessi interessati escludono rischi di pericolose collisioni. A tal proposito va ricordato che l’a.d. uscente della Juve nella sua carriera ha sempre lavorato in coppia con un direttore sportivo di peso. L’ascesa di Fabio Paratici è esemplare, ma anche in precedenza Marotta aveva avuto dei partner di fiducia sul versante tecnico. Aggiungiamoci che la stima tra i due è di vecchia data.
MEGLIO CHE CON SABATINI – Era stata più complicata, invece, la simbiosi tra Ausilio e Walter Sabatini, dimessosi a inizio d’anno. In quel caso, infatti, i due dirigenti avevano un background professionale molto simile e fatalmente erano finiti su sponde opposte. Quell’esperienza in dubbiamente ha indotto la proprietà cinese a muoversi con accortezza su questo fronte. L’impressione, però, è che il savoir faire di Marotta abbia lasciato il segno. L’idea di potenziare il management va di pari passo con la voglia di dare alla squadra uno schermo e di disegnare un progetto all’insegna della crescita. Sia nei ricavi, ma soprattutto nei risultati.
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