
La “Gazzetta dello Sport” analizza la prestazione dell’Inter, dopo la vittoria all’Olimpico contro la Lazio. Squadra completamente trasformata dopo la Champions, ha ritrovato spessore e muscoli. Con i poderosi ritorni di Ivan Perisic e Marcelo Brozovic, gli uomini di Luciano Spalletti possono ancora essere l’anti-Juve?
UNA “NUOVA”INTER– Inter barbara all’Olimpico, sempre più il suo stadio preferito, dopo San Siro: terza vittoria consecutiva a Roma, la seconda di fila in casa della Lazio. Successo di enorme peso specifico, perché vale l’aggancio del Napoli al secondo posto. Anche la sconfitta di Barcellona, diventa più accettabile. La Champions toglie, la Champions dà: Inter più matura, più sicura, più consapevole. L’Inter è spessa, difficile da smuovere. Ha stazza e muscoli, e ieri sera per la prima volta in stagione ha mostrato un giro palla di personalità, con chiarezza di obiettivi.
IL MATCH– Inter massiccia e dominante per larghi tratti del primo tempo, con Ivan Perisic ritornato nel pieno possesso delle sue facoltà tecnico fisiche sul la destra e con Marcelo Brozovic sempre più direttore del coro (QUI le statistiche sul possesso palla). Superiorità nerazzurra nel fraseggio palla a terra, nelle intenzioni di gioco. Qualche iniziale sofferenza sulla fascia destra, dove Sime Vrsaljko ha stentato a trovare le coordinate geografiche e ha sofferto alcune incursioni laziali, ma la situazione si è stabilizzata e poi i gol di Mauro Icardi e Matias Vecino hanno seminato sfiducia e approssimazione nelle linee biancocelesti. Esaltante il quarto d’ora finale di frazione, periodo in cui l’Inter ha «torellato» la Lazio con un possesso prolungato e preciso, nonostante il diluvio sul l’Olimpico e la relativa pesantezza del campo.
ANCORA L’ANTI-JUVE– Se esiste l’anti-Juventus, si è detto, ha maglie che tendono al neroazzurro. Ad oggi i i nerazzurri sono ancora la squadra che per struttura più si avvicina alla Juventus. Lo scontro diretto di dicembre sarà un’occasione, dirà abba stanza sulla reale consistenza degli uomini di Luciano Spalletti. La Lazio è stata polverizzata: a maggio, nel match che decideva la qualificazione interista alla Champions, la differenza venne marcata da un gol allo scadere. Ieri, la diversità tra le due squadre l’hanno stabilita tre reti, segnate con largo anticipo.
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