Ex pres Barcellona: “Ronaldo Inter, Moratti non serio. Ecco cosa successe”

Ronaldo

Intervistato ai microfoni di “Goal.com”, Joan Gaspart, ex presidente del Barcellona, è tornato a parlare del trasferimento di Ronaldo dal Barcellona all’Inter

L’ACCORDO PER IL RINNOVO – Queste le parole dell’allora presidente del Barcellona Joan Gaspart: «Ronaldo voleva restare al Barcellona, era felice e desideroso di rinnovare. Abbiamo persino redatto il documento alla presenza del giocatore e dei suoi agenti. Erano le tre del pomeriggio e per questo motivo abbiamo deciso di andare a pranzo e festeggiare il rinnovo di Ronaldo per poi tornare in ufficio e sottoscrivere l’accordo che avevamo raggiunto. Siamo andati a mangiare in un ristorante vicino ed abbiamo brindato con champagne per celebrare quanto stava avvenendo. È stato un errore perché se non fossimo andati a pranzo ma avessimo firmato per tempo Ronaldo sarebbe rimasto a giocare nel Barcellona».

LA TELEFONATA CHE CAMBIÒ TUTTO«Uno degli agenti si assentò per circa mezz’ora a causa di una telefonata. In quel momento non ho dato molta importanza all’assenza del procuratore. Quando è tornato si è scusato, ha preso un caffè prima di andare in ufficio a firmare il contratto. Fin dal primo momento in cui siamo arrivati nell’ufficio del presidente Nunez gli agenti hanno iniziato a mettere ostacoli alla conclusione dell’affare, hanno detto a Ronaldo di andare a casa e che lo avrebbero chiamato prima di firmare. Ho chiesto loro di firmare, ma volevano a tutti i costi rinegoziare completamente l’accordo, aumentando i termini economici in maniera molto netta, si trattava di reinventare nuovamente un altro accordo».

L’OFFERTA DELL’INTER«Ronaldo piangendo mi disse che era dispiaciuto, ma che i suoi agenti gli avevano detto di avere in mano un’offerta molto migliore rispetto alla nostra che gli permetteva di andare in un altro club e guadagnare molti più soldi».

LA QUERELA E IL RISARCIMENTO – L’Inter pagò dunque la clausola rescissoria, ma la vicenda non finì lì: «Ovviamente non eravamo d’accordo, siamo andati alla FIFA a Zurigo per presentare una querela contro l’Inter. Il nostro intento era quello di utilizzare un arbitrato che riuscisse ad individuare un ulteriore cifra da far pagare ai nerazzurri, non che Ronaldo non dovesse trasferirsi. La FIFA successivamente ha dato ragione al Barcellona ed ha condannato l’Inter a pagare altri 400 milioni di pesetas. Personalmente dissi a Moratti che quello che aveva fatto non era serio perché sapeva che stavamo negoziando e che avevamo praticamente chiuso l’operazione per il rinnovo».

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