
La “Gazzetta dello Sport” parla del ritorno di Philippe Coutinho a Milano. Da bambino timido a talento da 160 milioni. Inter, che rimpianto!
IL GIOVANE COUTINHO-Era l’estate 2010 e l’Inter aveva appena vinto tutto: Triplete in bacheca, pancia piena, Rafa Benitez in panchina. Insomma, era l’alba dell’anno zero, i primi passi del post José Mourinho, forse la stagione più difficile per chiunque, figurarsi per un Philippe Coutinho appena diciottenne. Dopo essere cresciuto alle spalle di Wesley Snejider, Coutinho debutta ufficialmente a fine agosto nel finale della Supercoppa europea persa contro l’Atletico Madrid.
L’ESPLOSIONE E IL RIMPIANTO-Tra acciacchi ripetuti ed esclusioni per scelta tecnica, Coutinho fatica a imporsi e il primo gol in nerazzurro arriva quasi a fine campionato: l’8 maggio 2011, contro la Fiorentina. Ma malgrado tutto il piccolo Philippe dimostra di avere dei colpi, delle fiammate da Inter, che arrivano altalenanti anche all’inizio della seconda stagione, durata però fi no a Natale. Nel gennaio 2012 il brasiliano fa il suo primo trasloco a Barcellona, ma per giocare nell’Espanyol. Dopo un’altra parentesi di sei mesi in nerazzurro, Cou saluta definitiva mente: lo aspettano il Liverpool di Jurgen Klop. L’Inter incassa oltre dieci milioni di euro e tanti rimpianti. Il resto è storia recente, con l’Inghilterra stregata dal suo talento e la scelta del Barcellona di farne poi il nuovo Neymar, con un assegno da 160 milioni.
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