Palmeri: “Barcellona superiore, per l’Inter conterà Wembley! Spalletti…”

Tancredi Palmeri

Il giornalista Tancredi Palmeri ha commentato su “SNAI Sport News” le partite in programma per questa sera per la prima delle due serate della quarta giornata dei gironi di Champions League, tra cui anche Inter-Barcellona che può valere un bel pezzo di qualificazione per gli uomini di Luciano Spalletti

TRA ONORE E CLASSIFICATancredi Palmeri introduce così Inter-Barcellona di questa sera a San Siro: “Il risultato confortante del Camp Nou, l’assenza irripetibile di Lionel Messi, il record d’incassi inorgogliente di San Siro e la lusinghiera striscia di 7 vittorie consecutive in campionato: tutte assieme stanno forse facendo dimenticare la reale dimensione delle cose. Ovvio, il ‘Meazza’ sogna notti simili e tutto è possibile. Ma il Barcellona rimane due categorie superiore, l’Inter è una squadra in divenire, e soprattutto la situazione di classifica è tale per cui la vera partita che conta è il futuro viaggio a Londra invece che l’accoglienza dei blaugrana a Milano. Non a caso un punto a Wembley sarebbe ben più decisivo di un pareggio stasera, che farebbe gonfiare il petto ma cambierebbe relativamente poco in classifica. Va tenuto a mente che per quanto l’ultimo Inter-Barça a San Siro sia storico, tuttavia sia figlio unico, visto che il Barcellona ha tenuto la porta inviolata contro l’Inter in 6 dei suoi 7 precedenti europei. Fin qui la ragione, ma poi certo come fai a resistere all’emozione.”

LA PARTITA – Palmeri passa poi ad analizzare la partita dal punto di vista tecnico-tattico: “Persiste l’idea di Luciano Spalletti nel credere che il Barcellona si batta tenendo il pallone. Da quando esiste il Barça contemporaneo nessuno c’è riuscito con quella strategia, ma tant’è. Eppure qualcosa si muove nell’incrollabile credo spallettiano: da 2 partite (quelle giocate senza Radja Nainggolan a dire il vero, che stasera ci sarà) l’Inter ha smosso il 4-2-3-1 per applicare un 4-3-3 che ha prodotto un parziale di 8 gol fatti e 0 subiti nonostante il robusto turnover, e soprattutto una fluidità di gioco migliorata esponenzialmente. Sarebbe un delitto per Spalletti fare un passo indietro, perché è evidente come Marcelo Brozovic sia esaltato dall’avere compagni con cui dialogare, e come Matteo Politano e Ivan Perisic siano più incisivi se più accentrati invece che confinati sulla linea laterale. Certo, tutto è accademia quando poi si guarda ai catalani: senza Messi, hanno trovato la manovra brasiliana, con Arthur che scala posizioni, Philippe Coutinho che scala le difese, Rafinha Alcantara che scala credibilità e Luis Suarez che si riprende tutto quello che è il suo. Il pistolero non segna in trasferta in Champions dallo scandalo di 3 anni e 2 mesi, ed è un dato che pesa. Il Barça frullerà gioco ma l’Inter ha la possibilità di inceppare gli ingranaggi alzando il livello di intensità. Forse non è sufficiente anche per vincerla, però sicuramente per complicare la serata blaugrana. Il perno della manovra era e rimane Sergio Busquets, e forse proprio là rischiano di saltare i giochi per l’Inter, perché ce n’è troppi da tenere, e su Busquets serve un pressing efficace della prima linea che non sempre Mauro Icardi è capace di fare, anche perché l’argentino potrebbe farsi ingolosire dal mismatch con Clement Lenglet su qualche transizione, forse l’unico varco tecnico che l’Inter si può aprire”.

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