
L’Inter non delude, almeno nel risultato: l’1-1 casalingo contro il Barcellona è figlio di una prestazione non brillante, ma matura e pertanto incriticabile. La squadra di Spalletti va sotto nel suo momento migliore e riesce a recuperare grazie al solito Icardi, praticamente reso inutilizzabile per tutta la partita da un centrocampo nullo
FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Barcellona: Handanovic; Vrsaljko, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano, Nainggolan, Perisic; Icardi.
Inter-Barcellona Formazione Ufficiale
MODULO – Come ampiamente prevedibile e previsto, Spalletti non può insistere sul 4-3-3 utilizzato nelle due ultime brillanti vittorie in Serie A, pertanto l’Inter torna alle origini: nel 4-2-3-1 anti-Barcellona c’è Nainggolan a fare da collante tra i reparti, oltre alle coppie titolari sulle fasce (Vrsaljko-Politano a destra, Asamoah-Perisic a sinistra), dove si vuole allargare il gioco.
PRIMO TEMPO – Partita subito in salita per l’Inter, almeno dall’impressione sia atletica sia mentale: pressing clamoroso del Barcellona sui portatori di palla e non solo, troppi errori di palleggio nel primo quarto d’ora, quando gli ospiti non lasciano grandi spazi di manovra. Nainggolan è fisicamente a terra, in pratica un peso morto, mentre Vecino riesce a sbagliare tutto allungandosi la palla prima di perderla. In questo meccanismo si perde anche Brozovic, poco lucido e subito stanco. L’Inter attacca principalmente da sinistra con Perisic, mentre a destra è ottima la copertura di Politano in soccorso a Vrsaljko. Il primo tempo termina 0-0: pochissima Inter, ma senza subire.
SECONDO TEMPO – Nessuna novità a inizio ripresa e ciò causa un altro calo prestativo di tutta la squadra, in particolar modo il centrocampo. Al 63′ primo cambio per l’Inter: fuori Nainggolan, dentro Borja Valero. Lo spagnolo si piazza proprio sulla trequarti e cambia i connotati alla manovra dell’Inter, che ora può attaccare a campo aperto. Nonostante uno Brozovic stremato e che corre a fatica, l’Inter dal centrocampo in su prova a sfruttare gli spazi lasciati dal Barcellona. Al 81′ secondo cambio per Spalletti: fuori Politano, dentro Candreva. Staffetta sulla fascia destra, sempre in soccorso a Vrsaljko. Al 83′ guizzo e gol del neo entrato Malcom, che elude l’intervento di difesa e Handanovic calciando con il mancino. Al 85′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Brozovic, dentro Lautaro Martinez. L’argentino si piazza alla destra di Icardi in un 4-4-2 lineare in cui sono le ali a sacrificarsi ulteriormente (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 87′ gran lavoro di Lautaro Martinez sul centro-destra, palla in mezzo per Vecino, poi interviene Icardi, che trova la giocata da grande bomber girandosi spalle alla porta: ter Stegen freddato sotto le gambe e palla in buca! Assedio un po’ confuso nel finale, ma non c’è tempo per cambiare il risultato. Il secondo tempo termina 1-1: mezz’ora di buona Inter giustifica il prezioso punto ottenuto.
Inter-Barcellona Formazione Finale
PROTAGONISTA – L’attacco è la miglior difesa, si dice, e forse è vero, anche se poi senza centrocampo è proprio la difesa a dover mettere un po’ di pezze qua e là, su tutti uno: Skriniar. Il centrale slovacco è chiamato agli straordinari sia a causa di un Luis Suarez in forma olimpica sia per i già citati problemi patiti dal trio di centrocampo, che non può coprire a dovere la linea a quattro guidata da de Vrij. Skriniar non è il solo a sacrificarsi, però alla fine brilla più di tutti e bisogna accettare questa “mediaticità”: quando si traveste da muro non ce n’è per nessuno. Insuperabile.
COMMENTO – Il concetto è un po’ forte da evidenziare, ma il campo parla per tutti: l’Inter gioca dall’inizio in dieci contro undici a causa di un Nainggolan impresentabile. Alt. Non per colpa del centrocampista belga, di ritorno da un infortunio (e già in gol contro il Genoa) e in ritardo di condizione. Anzi, senza condizione. E la colpa in un certo senso non è neanche di Spalletti, privo di alternative nel ruolo e non solo (Borja Valero fa la differenza solo nei minuti finali, inutile schierarlo titolare). Facile puntare il dito contro il Fair Play Finanziario per la Lista UEFA ridotta, ma serve a poco: bisogna andare avanti così e accettare che, anche senza Gagliardini e Joao Mario (che sarebbero stati preziosissimi contro il centrocampo del Barcellona), esiste una Champions da onorare. E l’Inter ci prova, difendendosi, come meglio può. Di fatti la sofferenza è giustificata: il centrocampo è perso perché, senza Nainggolan, Vecino sbaglia tutto e Brozovic corre per tutta la partita, spesso a vuoto. Il regista croato, infatti, prova a tappare i buchi creatisi in mezzo al campo con una corsa che appare subito affannosa: non ne ha, eppure non si risparmia, anzi è il più brillante in mezzo. Impossibile fare la partita così, molto meglio difendersi (bene con Skriniar in versione muro) e ripartire in contropiede (Perisic ispirato, ma senza pungere). Avrebbe fatto comodo riproporre il 4-3-3 delle ultime due uscite italiane, ma è utopia senza interpreti… L’ingresso di Borja Valero cambia inerzia alla partita: si torna a giocare alla pari e il resto vien da sé, un gol (e un errore difensivo) per parte, giusto così. L’Inter di fatto strappa un punto d’oro a un Barcellona superiore per oltre un’ora di gioco, ma limitato nel migliore dei modi, anche grazie a un attento Handanovic. La notizia è di quelle positive, quindi bene così: dopo la sosta si va in casa del Tottenham, lì bisogna fare la prestazione per conquistare gli ottavi.
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