Padovan: “Barça meritava, Inter non poteva fare di più! Ora ottavi possibili”

Giancarlo Padovan

Il giornalista Giancarlo Padovan ha commentato il pareggio tra Inter e Barcellona nel suo editoriale per il sito “CalcioMercato.com”

RISULTATO E CALCOLIGiancarlo Padovan commenta così il pareggio ottenuto dall’Inter contro il Barcellona in Champions League: “All’Inter è andata bene. Molto bene. Contro questo Barcellona (27 tiri verso la porta e 60 per cento di possesso palla) sarebbe potuta finire con una sconfitta fragorosa. Invece è stato 1-1, con due gol negli ultimi dieci minuti e San Siro che ha tirato un poderoso sospiro di sollievo. E’ vero che, calendario e classifica alla mano, a fine mese l’Inter dovrà giocare a Londra contro il Tottenham che, battendo i nerazzurri, può raggiungerli. Ma all’ultima giornata l’Inter ospiterà un PSV Eindhoven già spacciato, mentre gli inglesi andranno a Barcellona. Insomma il punto fa bene e sorregge nella fede. Soprattutto in Italia dove si guarda solo al risultato, che determina i commenti. Il mio è sintetico: il Barcellona avrebbe strameritato di vincere, con Lionel Messi quasi certamente ci sarebbe riuscito, tuttavia ha un limite colossale. L’obiettivo della squadra, marchiata ancora dalla mano di Pep Guardiola, non è il gol, bensì il palleggio. Lo scarto e l’impennata sono incarnati da Messi, il resto è calligrafia, un manierismo fine a se stesso che avvicina la porta senza profanarla. E’ vero che il migliore in campo è stato Samir Handanovic perché ha parato tutto il possibile e anche di più, tuttavia la maggioranza delle conclusioni dei catalani erano prevedibili. Nel primo tempo sembrava volessero andare in porta con la palla e quando hanno tirato avevano poco spazio o poco specchio. Nella ripresa, invece, sia i centrocampisti che gli attaccanti hanno cercato di far gol da ogni posizione, spesso forzando. Male Luis Suarez che, in assenza di Messi, sentiva il peso di segnare ed è stato grossolano e approssimativo. Pessimo Ousmane Dembelé, sostituito forse troppo tardi da Ernesto Valverde. Malcom non è un fenomeno, ma è concreto. In campo da due minuti – ne aveva giocati 25 in tutta questa prima parte di stagione – ha trasformato un contropiede nel gol che poteva valere il successo e la qualificazione al primo posto. L’Inter ha pareggiato quattro minuti dopo con Mauro Icardi, al culmine di un’azione in cui a brillare più di tutti è stato Lautaro Martinez, inserito da Luciano Spalletti al posto di un Marcelo Brozovic stanco e ammonito. La conquista della palla in area e la difesa da parte del ‘Toro’ hanno permesso a Matias Vecino di tirare, anche se in maniera sporca, verso la porta. Gerard Piquè ha respinto, sul pallone è planato Icardi come un rapace e, dopo una finta per liberarsi del marcatore diretto, ha messo dentro”.

L’INTER C’E’Padovan poi tira le sue conclusioni: “Massimo risultato con massimo sforzo. Lo scrivo perché se la differenza tra l’Inter e il Barcellona è apparsa ancora vasta e profonda, non si può certo dire che i nerazzurri abbiano giocato una partita qualsiasi. No, ci hanno messo impegno, attenzione (soprattutto difensiva), brio nelle ripartenze degli esterni (meglio Matteo Politano di Ivan Perisic), corsa dei centrocampisti. Certo la palla si è vista poco perché è stata quasi sempre tra i piedi dei catalani che hanno due qualità straordinarie. La prima: sanno tutti costruire dal basso senza buttarla mai via, quando vogliono riconquistarla vanno in pressing coordinato in ogni zona del campo. Contro un avversario molto alto e altrettanto corto, l’Inter avrebbe dovuto giocare qualche pallone dietro la linea dei difensori o intensificare i cambi di fronte per avvantaggiare le giocate uno contro uno degli esterni. La mia analisi, comunque, è che più di questo (cioè una difesa ordinata, diverse uscite coraggiose dalla terza linea, qualche tentativo in contropiede) l’Inter attuale non potesse fare. Con il Barcellona resta il solco, ma è una differenza che riguarda molta parte del calcio europeo e mondiale. La partita è stata bellissima e senza pause, il Barcellona complessivamente ha dominato senza saper chiudere alcuni contropiede micidiali (tranne l’ultimo). Per capire qual è la sua forza reale, mi sarebbe piaciuto vedere il Barcellona soffrire uno svantaggio. Convinto come sono che non esistano squadre perfette, penso a qualche piccolo deragliamento mentale. L’Inter, per ora, insegue. Non è vicina e non è lontana. Ma c’è e può stare con le migliori sedici. Un’impresa alla quale pochi credevano davvero”.

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