Inter, dopo il 4-1 non drammi, ma opere di bene! Spalletti guardi Ancelotti

Ancelotti Spalletti

La dura lezione di Bergamo serva all’Inter – sconfitta 4-1 dall’Atalanta – e a Spalletti a generare esiti virtuosi. In Serie A mai sottovalutare nessuno e vanno capitalizzate meglio le risorse meno usate, come sta facendo Ancelotti a Napoli

IL SENNO DI POI – E’ vero, il lunedì è la giornata del senno di poi, siamo tutti bravi il giorno dopo a dire cosa è andato male e cosa doveva andare diversamente. Ma, ad onor del vero, è sempre e soltanto del campo il senno, che può e deve pronunciare l’ultima parola. E il campo ha detto che quella non era l’Inter giusta in quel momento e per quell’avversario. Non l’approccio giusto e non gli uomini giusti, ma come spesso accade, lo si poteva scoprire soltanto dopo… oppure no? L’Atalanta arrivava da ottimi risultati, l’Inter era stata spremuta dal Barcellona (e il Barcellona, sconfitto ieri in casa dal Betis Siviglia, spremuto dall’Inter), la puzza di imboscata era fortissima. E sempre il campo ce lo diceva chiaramente, nelle ultime due gare il centrocampo degli esclusi dalla Lista UEFA della Champions League funzionava bene, ma i segnali sono stati ignorati. Joao Mario era (come dicono oggi i bravi telecronisti) “in fiducia”, allora perché relegarlo di nuovo in panchina, laddove tutti, noi di Inter-News.it in primis, ce lo aspettavamo? (Vedi QUI le probabile formazioni annunciate). Stesso dicasi per Matteo Politano, nessuno si sarebbe stracciato le vesti se avessimo visto in campo Antonio Candreva, la cui esperienza, in queste partite difficili, avrebbe sicuramente giovato. E sarà mica che l’assenza di Lautaro Martinez dal tabellino dei marcatori contro il Genoa ne abbia già decretato la bocciatura o il castigo? In tal senso, occorre fare attenzione ai segnali lanciati nello spogliatoio. No, non si trattava di snobbare l’Atalanta presentandosi pieni di seconde linee, tutt’altro. Si trattava di dare continuità ad un discorso portato avanti brillantemente da un paio di turni e che meritava di proseguire.

CARLETTO INSEGNA – Una lezione, quella del corretto turnover, che ai toscani (lasciamo stare Massimiliano Allegri che saggiamente tiene Leonardo Bonucci in panchina laddove nemmeno il peggior Mehdi Benatia potrebbe rovinare questa Juventus) proprio non arriva, ieri Maurizio Sarri, oggi Luciano Spalletti. Invece l’emiliano cosmopolita Carlo Ancelotti la sta applicando nel modo migliore e oggi il Napoli va come un treno. “Tutti al centro del progetto” un mantra che ascoltiamo spessissimo, non vuote parole, ma una necessità, salvo poi dimenticarsene per andare a tirare il collo ai soliti noti e magari spaventare chi proprio non si spaventa, vedi Gian Piero Gasperini e la sua banda di sottovalutati, che arrivano all’Atalanta dalle Primavere o per due lire e poi escono a peso d’oro.

COSE DA SALVARE – Eppure da Bergamo una buona notizia arriva. Come un Giulio Cesare accoltellato dai senatori una volta fedeli, Samir Handanovic è protagonista di interventi mostruosi, soprattutto su conclusioni da zero metri, per tutto il primo tempo, bravo a tenere aggrappati i compagni ad una partita in cui non vogliono proprio entrare. Ma se dagli avversari li salva Samir, dai suoi compagni di squadra non lo salva nessuno, specialmente quando si eclissano proprio sui calci piazzati, mai accaduto prima. Chiamiamolo bagno d’umiltà, chiamiamolo doccia scozzese che risveglia dai sogni di gloria, da Bergamo comunque deve ripartire un campionato che può ancora regalare molto all’Inter, a patto che si colgano i molti insegnamenti provenienti solo e soltanto dal campo.

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