
Lautaro Martinez come Gabigol: quante volte avete sentito questa frase? Se la risposta è “almeno una volta”, siete fortunati. La fake news sull’attaccante argentino dell’Inter sta spopolando tra chi nemmeno si interessa degli argomenti relativi al rettangolo verde
LAUTARO COME GABIGOL – Come montare una fake news in poche semplice mosse? Si inizia da una dichiarazione che allude a un mal di pancia (QUI), si sfrutta un parallelo infelice (QUI), si crea una notizia di mercato che avrebbe del clamoroso (QUI) e si smonta nel giro di poche ore con la notizia opposta (QUI). L’avventura di Lautaro Martinez in Italia può essere riassunta così, quella all’Inter ha ancora molte pagine da scrivere. Il paragone con Gabriel “Gabigol” Barbosa, senza dubbio, è ridicolo. E non varrebbe nemmeno la pena spiegare perché, ma a volte è opportuno farlo. Perché mettere questa ridicola e ingiusta pressione (mediatica e non solo) addosso a un ragazzo di ventun’anni che sta solo facendo quello per cui è pagato? Mistero. Ai limiti della malafede. Già.
DIFFERENZA NETTA – C’è chi prova a spiegarlo in altri termini (QUI). Accostare l’inizio di avventura di Lautaro Martinez a quella di Gabigol è offensivo non solo nei confronti dell’attaccante argentino stesso, ma anche nei confronti dei tifosi interisti e di tutte quelle persone dotate di un minimo di cervello funzionante e che seguono il calcio distinguendo le persone dai personaggi. Da una parte abbiamo un classe ’97 argentino che sta provando in tutti i modi a farsi apprezzare dal suo tecnico, e ci sta riuscendo a corrente alternata facendosi trovare pronto quando chiamato in causa, dall’altra c’è un classe ’96 brasiliano che ha deciso autonomamente di non ambientarsi né mettersi a disposizione di tutti i tecnici passati da Appiano Gentile negli ultimi anni. Diversissimi.
QUESTIONE TATTICA – Il fatto che Lautaro Martinez non abbia trovato lo spazio sognato a inizio estate, dopo aver preso sulle spalle la maglia numero 10 dell’Inter, non è argomento su cui montare un caso. Non è colpa di Lautaro Martinez né di Luciano Spalletti, che sta provando a far quadrare il cerchio dell’Inter su un sistema di gioco che non prevede la doppia punta, ma sapendo bene che Mauro Icardi necessita di rifornimenti negli ultimi venticinque metri. E l’acerbità perlopiù tattica di Lautaro Martinez non è una colpa, semmai l’essere un profilo ibrido che non si sposa né con Radja Nainggolan né con Keita Baldé (due dei profili scelti, voluti e avuti da Spalletti per il 4-2-3-1) sta rallentando il suo inserimento in pianta stabile nell’undici titolare, prezioso dalla panchina. Un po’ come Joao Mario, che ha “costretto” il tecnico a passare al 4-3-3 con grandi risultati. Non è da escludere, quindi, che Lautaro Martinez in futuro spinga Spalletti verso il 4-4-2 o qualcosa di simile. Da escludere c’è, ovviamente, il suo polemico ritorno in prestito al Racing Club de Avellaneda a gennaio: Lautaro Martinez non è la versione 2.0 di Gabigol*, all’Inter lo sanno bene.
* che comunque proprio a gennaio potrebbe tornare dal Santos per fine prestito, e non è detto che non possa avere la sua rivalsa…
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