Keita non va in Senegal, Spalletti gli prepara un lavoro specifico – GdS

Keita

Keita non risponderà alla convocazione del Senegal per un errore della federazione. La “Gazzetta dello Sport” scrive che Spalletti ne approfitterà per lavorare sul giocatore.

OCCASIONE DI LAVORO – Una mail sbagliata può essere la molla per prendersi l’Inter. Kei­ta Balde non è andato a gio­care con il Senegal la partita di qualificazione alla Coppa d’Africa contro la Guinea Equatoriale, ma non è stata una scelta tecnica del c.t. Aliou Cissé. La colpa, infatti, è tutta della federazione se­negalese. Che ha mandato all’Inter la richiesta di con­vocazione ma ha sbagliato l’indirizzo di posta elettroni­ca. Una gaffe clamorosa, in­somma. Come confermato dallo stesso club nerazzur­ro, che non ha ricevuto la ri­chiesta nei termini previsti. Quando poi l’equivoco si è chiarito era però troppo tar­di: i giorni per la convoca­zione erano passati, la socie­tà poteva tranquillamente dire di no (come ha fatto) e Luciano Spalletti aveva già preparato un piano di lavoro. Tanto meglio per l’Inter e tanto meglio per Keita, che deve ancora dimostrare di esse­re il giocatore ammirato due anni fa alla Lazio.

INIZIO FLOP – L’esterno, ultimo colpo nel mercato estivo, è sta­to fortemente voluto da Spal­letti (che se ne innamorò in un derby perso) però fin qui ha fat­to pochino. L’ex Monaco, arri­vato in prestito oneroso di 5 mi­lioni con diritto di riscatto fis­sato a 34, ha giocato 351 minu­ti in Serie A (spalmati su 11 presenze, solamente 3 da tito­lare: media voto Gazzetta 5,45) e 31 in Champions Lea­gue (2 presenze). Complici le fatiche del Mondiale in Russia e lo sbarco a Milano soltanto a metà agosto, il senegalese è partito in netto ritardo rispetto al resto della truppa nerazzur­ra.

NESSUN ACUTO – Anche per questo motivo il suo rendimento in questi primi mesi interisti non è stato all’altezza del curriculum: Spalletti ha spesso chiamato Keita in causa come potenziale uomo della svolta dalla panchina, della sterzata nei finali di parti­ta, però il senegalese nato in Spagna non ha fatto vedere i marchi di fabbrica. Ovvero ve­locità, dribbling, gol: in una stagione in cui all’Inter segna­no tanti (12 marcatori tra Serie A e Champions) è soprattutto il dato delle zero reti che sor­prende.

LAVORO SPECIFICO – Adesso, evitata la ter­za trasferta di fila in Africa per giocare con il Senegal, Keita proverà a sfruttare al meglio il lavoro supplementare ad Ap­piano. Non ci sono gli amici de Vrij e Icardi (con lui alla Lazio e al Barcellona), ma saranno giorni importanti per il suo ri­lancio. Il gruppo nerazzurro lo ha accolto benissimo, lui ha vo­glia di dimostrare di essere un giocatori da Inter e ha la fiducia piena della società e di Luciano Spalletti. La ripartenza del nu­Keita mero 11 comincia da qui.

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