
La notizia del giorno è il quasi “inatteso” ritorno della UEFA che, attraverso il Fair Play Finanziario, potrebbe costringere l’Inter a cedere un titolare importante, ma prima bisogna fare i conti con Ausilio
SACRIFICIO DI MERCATO – Alto giro, altra corsa: l’Inter deve cedere (almeno) un top player per risanare il bilancio, uscire finalmente dal Settlement Agreement e dire addio una volta per tutte – per i prossimi tre anni, quindi quantomeno fino all’estate 2022 – al fardello del Fair Play Finanziario UEFA, nemico numero uno delle ultime sessioni di mercato. Così dicono, almeno (QUI la notizia odierna). Senza fare i conti né con gli ambiziosi progetti di Suning né con il minuzioso operato di Piero Ausilio (presto coadiuvato anche da Beppe Marotta, ndr), che da anni evita la dolorosa cessione inventandosi operazioni minori per dare ossigeno alle casse dell’Inter.
MA L’INTER NON VENDE – La macchina del mercato (eufemismo…) è già in azione, sul taccuino diversi big dell’Inter da sacrificare per ottenere una plusvalenza netta compresa tra i 40 e i 50 milioni di euro: in prima fila Milan Skriniar, il più cercato all’estero; segue Ivan Perisic, prossimo ai trent’anni; poi il sempreverde Mauro Icardi, che “pesa” praticamente zero a bilancio e vale in tripla cifra; da non dimenticare il ritrovato Marcelo Brozovic, il cui costo coprirebbe esattamente la cifra necessaria; e infine, Stefan de Vrij? Arrivato a parametro zero, il guadagno (economico, solo economico!) sarebbe clamoroso. Ma tutto questo senza fare i conti con l’Inter di Suning e Ausilio, che puntano ai vertici: i migliori giocatori non si vendono, semmai si acquistano.
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