Lombardo: “Marotta all’Inter messaggio di Suning! Spalletti capoccione, ma…”

Marco Lombardo

Marco Lombardo – giornalista del “Giornale” e tifoso interista -, ospite negli studi di “Calcio Tonight” su Sportitalia, si dilunga sulla situazione dell’Inter, spaziando dall’arrivo di Marotta alle caratteristiche di Spalletti, passando per un commento sul mercato in vista di gennaio e non solo

MAROTTA PER SUNING – Da Marco Lombardo arriva la piena condivisione a quello che potrebbe essere l’affare dirigenziale dell’anno: «Credo che l’arrivo di Beppe Marotta all’Inter sia un passaggio dovuto da parte di una società di alto livello come la vuole e la programma Suning. Quello che è successo in questo periodo, lasciando stare l’ultima partita contro l’Atalanta – che è un episodio che a volte capita -, ha dimostrato che l’obiettivo della proprietà cinese è quello di crescere gradualmente sia dal punto di vista sportivo sia societario: è un’operazione che sta andando avanti inesorabilmente con tempi che i tifosi speso non capiscono, dato che pretendono tutto e subito, e ora pensano già a come sarebbe l’Inter a gennaio se acquistasse qualcuno sul mercato… La società finalmente programma, negli ultimi anni questo non è stato fatto tanto, adesso viene fatto un passo grado per grado. Ora è nata questa occasione, perché nessuno si aspettava che Marotta lasciasse la Juventus in maniera così repentina, e l’Inter fa bene a coglierla. Quella posizione lì, avendo già dirigenti di alto livello, manca nell’organigramma societario dell’Inter: Marotta è il tassello finale affinché il quadro dirigenziale dell’Inter sia completo e possa puntare a livelli superiori. Va be’ che dopo la prima sconfitta si parla già di crisi Inter… ma la squadra, rispetto agli altri anni, mi sembra abbastanza completa, ovviamente non al livello della Juventus, che l’ha costruita nel corso degli anni, anche per arrivare ad altissimo livello in Europa ci sono voluti quattro anni: adesso sai che la Juventus è una squadra che parte per vincere la Champions League, invece prima no. Ci vuole un po’ di tempo, non adesso, ma a partire dalla prossima stagione: a gennaio quest’anno non c’è l’urgenza di fare mercato, c’è da gestire nel migliore dei modi le forze».

SPALLETTI E HANDANOVIC – Il 4-1 di Bergamo brucia ancora, ma per Lombardo è stato meno traumatico che per altri: «Quando ho visto il calendario ho detto che quello sarebbe stato il momento peggiore per affrontare l’Atalanta, dopo il Barcellona: è un disastro! Era inevitabile secondo me, nel senso che una partita come quella contro il Barcellona ti porta via non la qualità, ma le energie psico-fisiche, e la testa fa fatica a recuperare in tre giorni la concentrazione totale. Infatti anche il Barcellona è riuscito a perdere in casa contro il Real Betis Balompié di Siviglia, clamoroso perché non perdeva al Camp Nou da anni! Quella sfida lì l’Inter l’ha pagata carissima perché non ha ancora una rosa di giocatori capaci di sopportare questo ritmo come la Juventus, probabilmente Luciano Spalletti ha fatto un paio di scelte che lui ha detto di aver sbagliato, ma non so quanto creda a quanto detto: ha una personalità difficile… Vista da fuori, io un paio di scelte non le avrei fatte: una partita come quella contro il Barcellona ti ha prosciugato davvero, anche se va sottolineata la qualità dell’Atalanta. Senza quella prestazione di Samir Handanovic, Atalanta-Inter finisce 7-0! E Handanovic anche contro il Barcellona ha fatto una grandissima partita. All’Inter servirebbe un portiere se Handanovic decidesse di andare via, Alphonse Areola sarebbe un nome… Alisson mi ricorda Julio Cesar, come carisma e non solo, sono portieri strani, atipici, esaltano per la loro tecnica, sembrano quasi giocatori di ruolo: sono straordinari!».

NO MERCATO NE’ ANCELOTTI – Lombardo ha un sogno irrealizzabile per la panchina dell’Inter e non c’entrano eventuali acquisti in mezzo al campo: «Radja Nainggolan ha dimostrato di essere l’uomo in più dell’Inter di Spalletti quando ha giocato. Dal mercato di gennaio dell’Inter non mi aspetto nulla, di cosa ha bisogno? Poteva avere un problema a centrocampo e ha recuperato anche Joao Mario, se Nainggolan torna in forma perché prendere qualcun altro? Hai già Nainggolan, Joao Mario, Matias Vecino e Roberto Gagliardini (in realtà anche Marcelo Brozovic e Borja Valero, ndr), non serve qualcun altro. L’unico dubbio può essere Antonio Candreva, se vuole andare giocare e devi affrontare il problema, ma in rosa francamente ci sono ancora risorse, come Lautaro Martinez. Sono contento che Spalletti alleni l’Inter, ma Carlo Ancelotti per me è il miglior allenatore (italiano e non solo, ndr) ed è un peccato che Dio l’abbia fatto milanista (ride, ndr). Spalletti è un allenatore di valore: è un po’ capoccione (sorride, ndr), ma anche bravo, perché ha dato un’anima a una squadra che non ce l’aveva. Dovessi scegliere, mettendo José Mourinho per ovvi motivi al di fuori di ogni categoria – non lo consideriamo neanche -, Ancelotti è un allenatore straordinario: mi piace tantissimo, non lo vedrò mai allenare la mia squadra del cuore, ma non riesce neanche a dispiacermi».

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