
Luciano Spalletti ha parlato a Sky Sport dopo il successo per 3-0 ottenuto a San Siro contro il Frosinone grazie alla doppietta di Keita Baldé e al gol di Lautaro Martinez; nona vittoria in tredici partite di campionato per l’Inter.
«Ci voleva calma, ci voleva questo mantenimento del possesso in sicurezza che costringesse il Frosinone portando la palla da destra a sinistra a tornare sempre a cinque così poi sulla perdita di palla ci costava meno metri a rimontare dietro e a pressarli. Quando si è sbagliato nella costruzione andando a forzare le giocate loro erano con i quinti larghi sulla linea di metà campo e allora poi ti portano palla da una parte all’altra e per una difesa a quattro diventa difficile chiudere a destra e poi sterzare e andare a chiudere a sinistra e loro questo lo sanno fare perché è una squadra che se le dai spazio sa giocare molto bene a calcio. Keita? Quello che mi interessa di più è che sia stato nella partita e questo fatto di essere nelle condizioni di poter dar sempre una mano alla squadra sia nel possesso che nell’andare a far male. Soltanto in qualche situazione fa la giocate, e lui le ha quelle veramente cattive e di personalità. Poi però quando hanno questa qualità qui hanno quel momento di pausa, di recupero, di dispiacere o felicità se la giocata è andata male o bene e si perde metri nel contatto della squadra e quando gli altri ripartono diventa un peso superiore da sopportare per gli altri. Lautaro Martinez? Mi è piaciuto il tenere palla addosso e questa garra, questa cattiveria che ha, questo carattere forte che ha di duello fisico, nervoso e di non dartela mai vinta neanche di un centimetro perché lui la palla la lotta fino all’ultimo centimetro di sudore. Rosa più ampia in Serie A? Sì è vero perché anche oggi Joao Mario ha fatto vedere di poter essere recuperato in pieno, il fatto che Nainggolan sia rimasto in campo più di un’ora senza sentire male alla caviglia è un altro dettaglio importante. Poi è vero che Keita forse l’ho fatto giocare meno di quello che meritava perché ha questi strappi qui però mi ci vuole la squadra, noi ci si esce solamente da squadra e non con Icardi, Nainggolan, Miranda, Skriniar, noi se ne esce se siamo Inter dalla nostra situazione perché dobbiamo fare forza su questo collettivo. Essere contenti se la squadra vince, di avere l’obiettivo della vittoria di squadra e non del voto individuale perché si è perso del tempo in passato e ora c’è recuperarlo ma si può fare solo se si alza il livello della squadra e tutti si riescono poi ad identificare in questa forza di squadra che deve vincere perché noi dell’Inter dobbiamo vincere le partite, non c’è altra possibilità di uscirne a testa alta se noi vinciamo le partite. Il recupero di Borja Valero nell’azione del primo gol? Se la squadra va a pressare alta perché gli altri sono larghi gli costringi poi a buttare la pallata e allora la riconquista va subito rificcata là dentro perché loro non possono essere a posto da un punto di vista tattico e poi ci sta che trovi gli spazi importanti per creare una situazione importante
».
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