
In casa Inter c’è amarezza per l’eliminazione dalla Champions. La “Gazzetta dello Sport” sottolinea la delusione di Zhang, che ora chiede a Marotta di dirigere tutti verso l’Europa.
SUBITO AGENDA PIENA – Oggi pomeriggio Beppe Marotta diventa ufficialmente amministratore delegato dell’Inter per la parte sportiva, ricevendo dal CdA nerazzurro – convocato per l’occasione – gli stessi poteri di firma di Alessandro Antonello, che resta a.d. per la parte finanziaria. Non esattamente il timing perfetto. O forse sì, dipende dai punti di vista. Di certo c’è che Marotta sbarca nel mondo Inter dentro i giorni più difficili della stagione. L’agenda insomma è già piena, frutto del mandato ricevuto dalla famiglia Zhang.
LA DELUSIONE DEL CAPO – Mandato che Steven Zhang ha ritenuto di spiegare nei dettagli ieri pomeriggio, in un incontro in sede con tutti gli altri dirigenti. Zhang ha chiarito la posizione di Marotta e le strategie a breve e medio termine. E poi è evidentemente tornato sulla delusione dell’eliminazione dalla Champions, toccando principalmente due punti. Il primo: Zhang junior ha trasmesso a tutta l’Inter lo sconforto di papà Jindong, la forte amarezza per un risultato che la proprietà riteneva esser diventato nel corso delle settimane alla portata.
L’EUROPA LEAGUE VALE – Punto due: il presidente ha sottolineato con forza l’esigenza di disputare un’Europa League con la stessa intensità messa in campo in Champions, chiedendo dunque ai dirigenti di motivare al meglio squadra e allenatore in questa direzione. Messaggio che da oggi contribuirà a diffondere Marotta stesso, provando a scavare una distanza considerevole tra la Champions che è stata e i risultati da ottenere. È il capitolo uno del faldone Marotta.
RIPARTIRE – La stagione non è finita ieri, oltre all’Europa League è di importanza vitale per il club – e per il processo di crescita che ha in testa la famiglia Zhang – centrare la qualificazione alla prossima Champions. L’Inter ha davanti un calendario che nei prossimi tre mesi propone – al netto delle sfide con Napoli, Torino e Fiorentina – solo partite abbordabili. C’è la necessità di blindare il prima possibile l’Europa, per evitare complicazioni nella fase finale piena di scontri diretti. Per farlo, c’è la necessità di accompagnare Spalletti nell’impresa più dura: evitare che l’Inter ripiombi in quel vortice negativo tipico delle scorse stagioni. In sostanza: rialzarsi subito, una sola vittoria in sette partite è già abbastanza, non c’è «bisogno» di allungare la serie.
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