Sconcerti: “Inter ambiziosa, Marotta torna a casa! Ma in Europa League…”

Mario Sconcerti

Mario Sconcerti – giornalista del “Corriere della Sera” -, intervistato dal portale “CalcioMercato.com” per la rubrica “100° Minuto”, si dice deluso per la debacle italiana nell’ultima settimana europea, soprattutto per l’Inter “retrocessa” in Europa League, ma confida molto in Marotta

SCONCERTI RISPONDE – Il fallimento italiano in Europa sorprende Mario Sconcerti, che fa dietrofront commentando anche la situazione dell’Inter, che può migliorarsi grazie all’arrivo di Beppe Marotta, ma senza ambire a vincere l’Europa League, la cui favorita è un’altra italiana. Di seguito le parole di Sconcerti.

Come sta il calcio italiano?
«Male, ma prima di tutto lasciami dire una cosa. Non me l’aspettavo. Non riuscivo a prevedere una situazione di questo genere, anzi, per la prima volta ero diventato un po’ ottimista. Pensavo che il calcio italiano fosse più avanti, mi ero illuso. Avevo visto buoni tratti di Juventus, tratti di Inter e di Napoli, anche dell’Italia di Roberto Mancini. Tutto mi faceva pensare che si fosse vicini alle altre d’Europa, invece siamo lontani, molto lontani».

Come leggi questo passo indietro?
«Questo ultimo turno di coppe lo reputo ancora più negativo della sconfitta contro la Svezia, nel novembre di un anno fa. Quella fu l’eliminazione dei giocatori italiani, che sono comunque una minoranza. Mentre questa bastonata riassume la brutta stagione di un intero movimento. Non siamo all’altezza, ecco il problema».

Quali sono i nostri limiti?
«La prima cosa che ho notato è stata una diversità fisicità, che ci penalizza. L’ho vista nel Liverpool, nel PSV Eindhoven e persino negli svizzeri dello Young Boys. Il PSV ha fermato l’Inter con la sua grazia messa al servizio di una grande forza fisica. E poi c’è un discorso che va fatto sulla rapidità. Noi in Italia parliamo di pressing alto, ma quello che ho visto io in queste sfide è una cosa diversa: la rapidità con cui olandesi, inglesi e anche gli svizzeri recuperavano il pallone le nostre squadre non ce l’hanno. In Italia c’è bisogno di una fisicità diversa, che ancora non conosciamo».

Dopo la “retrocessione” cambia qualcosa per Inter e Napoli in campionato?
«No, non cambia niente. L’eliminazione del Napoli – che era più avanti dell’Inter nel progetto di diventare una grande squadra – brucia, certo, ma ora devono rendersi conto che c’è stata una frenata e ripartire. Quello del Napoli non lo considero un fallimento. Il Napoli ha fatto un buon girone, diciamo che ha mancato il salto di qualità, la promozione, il completamento che ti fa diventare una grande squadra. Io pensavo fosse già arrivato ma non è stato così. Ora però c’è l’Europa League, e questo Napoli la può vincere».

Marotta è ufficialmente all’Inter…
«Marotta va in una società ambiziosa, è una sorta di ritorno a casa. Deve cominciare tutto, come fece alla Juventus. Arriva al momento giusto. La fine del rapporto con la Juventus lo ha ferito, avrà voglia di riscatto e di continuare a fare il suo lavoro, bene come lo ha fatto fino a ieri».

Fonte: CalcioMercato.com – Furio Zara

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