Marino: “Marotta all’Inter mette Spalletti fronte a un problema. Juventus…”

Pierpaolo Marino

Pierpaolo Marino ha parlato a lungo dell’Inter nel corso di “Calcio & Mercato” su Rai Sport +. L’ex dirigente del Napoli ha commentato la conferenza stampa di Luciano Spalletti (vedi articolo) e in particolare la risposta all’arrivo di Giuseppe Marotta, ufficializzato giovedì pomeriggio a un mese dall’addio alla Juventus.

AUTODISCUSSO«È inutile fare certe analisi, Luciano Spalletti in conferenza è un personaggio che rispecchia un po’ quello che è anche come caratterialità. Cioè, lui oggi è in una fase della carriera dove dice che non ha bisogno di nessuno, e dimentica però che in mancanza di dichiarazioni di supporto sarebbero interpretate come sfiducia. Quindi un dirigente o una persona vicina, anche se non a livello di dirigente generale ma solo di staff dirigenziale, è chiaro che in questo momento deve darti delle parole di supporto, perché altrimenti l’assenza di queste parole sarebbe interpretata come sfiducia. Quindi sinceramente sono parole che lasciano il tempo che trovano quest’oggi di Spalletti, cioè indicano che lui è un uomo solo e che ama combattere la sua battaglia da solo, ma come tutti gli allenatori. In realtà chi è dirigente deve fare quelle dichiarazioni quanto ritiene che si debba andare avanti così. Qui non si sta criticando l’operato di Spalletti, qui stiamo commentando le parole della sua conferenza stampa, perché da un punto di vista dei risultati che ha fatto finora, soprattutto nel campionato scorso, nessuno può dire niente. Ricordiamoci gli allenatori precedenti che hanno combinato, con un’Inter fuori da tutto».

RENDIMENTO PEGGIORATO«È lui che si mette da solo in un profilo, cominciando dalle dichiarazioni in cui ignora l’arrivo di Giuseppe Marotta e oggi sminuisce l’intervento, dove secondo me fa un errore nella comunicazione. Lui è un uomo solo anche perché si è reso solitario, perché la sensazione che si è avuta fin da quando si è cominciato a parlare di Marotta è che Spalletti volesse essere il manager di questa squadra, ma in Italia non funziona, non è l’Inghilterra. L’arrivo di Marotta ha messo Spalletti anche di fronte al problema di avere un interlocutore credibile e più vincente di lui con cui confrontarsi, cosa che per lui non era prevista, questo da un lato l’ha esposto anche a un certo tipo di nervosismo e di insicurezza. Lui pensa di gestirsi bene, il problema non è sapersi gestire ma nelle conferenze stampa esce la sua vera caratterialità e questo lo mette in difficoltà. È vero, la Juventus sapevamo tutti che non aveva avversari, però che l’Inter sia a dieci punti in meno dell’anno scorso è un problema: il confronto è con l’Inter stessa, poi non si critica l’uscita dalla Champions League ma il modo in cui è uscita, perché alla fine sei uscito non vincendo contro il PSV Eindhoven. I problemi cominciano con i mancati riscatti di Joao Cancelo e Rafinha, parti da due capisaldi dell’anno scorso che dovevi riscattare e li dai via, uno ha rinforzato anche l’antagonista diretta che è la Juventus, devi andare a sostituirli e puoi anche sbagliare. Non è che la posizione di Spalletti deve essere criticata a priori, però sotto la lente d’ingrandimento ci può stare».

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