
Radja Nainggolan parla della sua nuova esperienza all’Inter dopo 4 anni e mezzo di Roma in un’intervista esclusiva a “Undici”, di cui “RomaNews.eu” fornisce un’anticipazione
DA ROMA A MILANO – Radja Nainggolan parla del suo presente all’Inter: «Mi hanno accolto bene sia i compagni che la società, contando che per me non è facile cambiare piazza. Sono sempre rimasto affezionato ai posti dove sono stato, Cagliari e Roma, ho dato e ricevuto molto. Sono contento di essere qui, c’è un allenatore (Luciano Spalletti, ndr) che mi ha fortemente voluto e con cui sono in ottimi rapporti. Da quando ho saputo che alla Roma volevano vendermi, ho chiuso i rapporti. Ho passato un periodo in cui ero davvero amareggiato per come era finita la mia avventura a Roma. Ora però sono sereno. Il mio modo di giocare mi porta a essere rispettato e benvoluto, perché do sempre il massimo in campo».
FUORI DAL CAMPO – Nainggolan parla poi dei suoi atteggiamenti al di fuori del rettangolo verde che spesso gli vengono contestati: «Fuori dal campo è un’altra storia, bisogna pure godersi la vita, se non lo faccio ora che sono giovane, quando? Ci sono giocatori che fino alle 5 del mattino restano svegli per l’adrenalina post gara, altri che dopo la gara magari preferiscono andare a cena con amici e stare in compagnia. Io non vedo una grossa differenza tra le due cose. Se facessi campo-casa, casa-campo, dopo poco la testa non mi funzionerebbe, mi esaurirei. Ho bisogno di uscire per rilassarmi mentalmente».
IN CAMPO – Una battuta anche sul suo comportamento in campo: «Durante i 90 minuti di partita bisogna essere intelligenti, al massimo vado a fare un po’ di casino, qualche testa a testa, nulla di più. Se tu vai a vedere alla moviola tutti i miei contrasti, tutte le scivolate che ho fatto, io non cerco mai di entrare sull’uomo, al massimo tento di proteggermi. Così è successo anche nello scontro con Lucas Biglia durante il derby».
EREDE – Chi può essere un giovane calciatore che può ripercorrere le sue orme? Il belga non ha dubbi: «In Italia mi piace molto Nicolò Barella del Cagliari, cattivo e pulito, incazzoso e con la mentalità vincente, rivedo in lui me da piccolo».
BASTA CALCIO A FINE CARRIERA – Nainggolan non vede un posto nel mondo del calcio una volta appesi gli scarpini al chiodo: «Finita la carriera di calciatore sicuramente non farò niente che abbia a che fare col mondo del pallone, né l’allenatore né il commentatore sportivo. Specialmente quest’ultimo, per me che ho un cuore grande, sarebbe impossibile da fare. Sono uno troppo sincero, che dice immediatamente quello che pensa, senza censure, mi farei immediatamente dei nemici e mi caccerebbero subito».
RELAZIONI ESTERNE – Infine un accenno al suo modo di relazionarsi con l’esterno: «Ci ragiono un po’ di più, sono meno impulsivo. Ti faccio un esempio: quando vado a farmi un aperitivo, poi arriva quello che si fa una foto e la pubblica per sfottermi. Ma se va oltre, se esagera e mi manca di rispetto allora mi incazzo e rispondo. Per questo sto meno sui social, per non arrabbiarmi».
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