Chievo-Inter: Spalletti cambia modulo sullo 0-1 e perde (con) la difesa 3+2

Luciano Spalletti

La beffa pre-natalizia è servita a Verona, dove il Chievo riesce a pareggiare in pieno recupero: l’1-1 di Pellissier toglie due punti all’Inter, che non riesce a bissare il gol di Perisic. In vantaggio, Spalletti legge la partita in maniera difensiva: nella ripresa cambia modulo, togliendo certezze alla difesa

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il ChievoVerona: Handanovic; Vrsaljko, de Vrij, Skriniar, D’Ambrosio; Joao Mario, Brozovic, Nainggolan; Politano, Icardi, Perisic.

Chievo-Inter Formazione Ufficiale

Chievo-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Il ritorno di Nainggolan dal primo minuto permette(rebbe) all’Inter di riproporre il sistema di gioco pensato in estate (4-2-3-1 con il belga trequartista), ma Spalletti dà fiducia al più concreto 4-3-3, in cui può sfruttare al meglio l’apporto delle due mezzali in entrambe le fasi di gioco.

PRIMO TEMPO – La prima novità da sottolineare è legata alla posizione delle due mezzali: pur di mantenere l’ottimo triangolo visto contro l’Udinese a destra (Vrsaljko-Joao Mario-Politano), Spalletti mette Nainggolan alla sinistra di Brozovic, riportando il portoghese sul centro-destra. Il gioco viene costruito dal centro verso le fasce, dove è il solo Politano a creare superiorità numerica a destra (dove spinge Vrsaljko) e alternativamente a sinistra (dove D’Ambrosio è perlopiù statico), mentre Perisic funge da spalla di Icardi in posizione centrale. Di fatto quello dell’Inter è un 4-3-3 atipico, molto più vicino a un 4-3-2-1 o 4-3-1-2 in base ai movimenti del numero 44 croato. Al 39′ l’Inter va in vantaggio proprio così: Perisic avvia l’azione al centro, trova Icardi che serve D’Ambrosio sulla sinistra, da dove mette in mezzo e lì trova Perisic che supera Sorrentino sbloccandosi sotto porta. Il primo tempo termina 1-0: Inter in crescita dopo un inizio poco aggressivo, vantaggio meritato.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche tattiche per l’Inter, che può sfruttare per un altro quarto d’ora abbondante il blocco iniziale, prima delle ovvie staffette in vista del Napoli. Il canovaccio infatti non cambia: l’Inter costruisce dal centro cercando spesso la giocata in verticale. Al 67′ primo cambio per l’Inter: fuori Nainggolan, dentro Vecino. L’uruguayano agisce sul centro-destra della mediana, Joao Mario si sposta sul centro-sinistra. L’ingresso di Vecino porta subito gli “strappi” per accorciare il campo tra i due reparti avanzati. Al 75′ secondo cambio per Spalletti: fuori Politano, dentro Lautaro Martinez. L’argentino si piazza spalle di Icardi in quello che diventa un 3-5-1-1 con Vrsaljko e Perisic a tutta fascia. Al 82′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Joao Mario, dentro Borja Valero. Lo spagnolo chiude da mezzala sinistra (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 91′ il Chievo pareggia: lancio lungo su Pellissier, che infila la difesa dell’Inter (posizionata male) e con uno scavetto supera Handanovic in uscita (ritardata). Solo confusione nei minuti finali. Il secondo tempo termina 1-1: due punti persi a due minuti dalla fine, non serve aggiungere altro.

Chievo-Inter Formazione Finale

Chievo-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Non è la prima volta che succede, ma se la prestazione dei singoli è perlopiù omogenea, l’attenzione va spostata su chi decide di cambiare inerzia a tutto il meccanismo: Spalletti. Il tecnico nerazzurro non ha alibi e non vuole averne, infatti sceglie la miglior Inter possibile (senza Asamoah squalificato), però poi decide di fare un passo indietro quando non inserisce i migliori panchinari per chiudere la partita, preferendo il crash test pre-Napoli. Crash test ovviamente fallito. Giusto sottolineare anche gli errori dei giocatori in campo, ma Spalletti non è assolutamente esente da colpe. Appannato.

COMMENTO – Se l’obiettivo è pensare agli obiettivi dell’Inter, quindi lottare con il Napoli (prossimo avversario) per il secondo posto dietro la capolista Juventus, si tratta di due punti persi. Se l’obiettivo è pensare agli obiettivi del Milan, che da quinta ambisce a un piazzamento in Champions, si tratta sempre di due punti persi anziché uno guadagnato: l’Inter non può permettersi il lusso di buttare all’aria punti così. La partita non viene preparata male, anzi, Spalletti schiera senza dubbio il miglior undici a disposizione. Poi nella ripresa si annebbia tutto, di nuovo. La lettura è rivedibile: vada per i giocatori tolti (Nainggolan e Politano stremati), meno per quelli inseriti (Vecino con meno autonomia di Gagliardini e Lautaro Martinez meno fisico di Keita). Ma il vero problema è un altro: Spalletti cambia modulo a partita in corso, optando per la difesa a tre più due (con Vrsaljko e Perisic messi a tutta fascia sebbene energicamente svuotati) quando il Chievo inizia a giocare disperatamente all’attacco. Risultato? L’ormai quarantenne Pellissier, dopo oltre 90′ di impegno, anziché stramazzare a terra riesce a trovare spazio tra le maglie dei difensori dell’Inter, che in tre non riescono a marcare né a uomo né a zona. La scelta più logica sarebbe stata quella di mantenere la linea a quattro rinfoltendo il centrocampo per togliere la possibilità di ripartire al Chievo, invece niente: l’Inter perde le sue sicurezze in mezzo, sia a centrocampo sia soprattutto in difesa, e con esse i due punti contro l’ultima in classifica. Non serve aggiungere altro, davvero. Adesso arriva il Napoli a San Siro: cosa chiedere a quest’Inter sotto Natale? Chiarezza, Spalletti.

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