Marchetti: “Inter punita non per la prima volta. Nainggolan non sconfini”

Luca Marchetti

Il giornalista Luca Marchetti è ospite dell’edizione di Sky Sport 24 e, dopo essersi dedicato in precedenza al calciomercato (vedi articolo), ha trattato l’argomento Inter a livello di situazioni attuali, ossia il pareggio di ieri per 1-1 contro il Chievo e l’esclusione odierna di Radja Nainggolan per motivi disciplinari. Queste le sue parole.

SQUADRA DISATTENTA«Il gol di Ivan Perisic arrivato nel recupero di certo non ha aiutato il morale della squadra di Luciano Spalletti, neanche quello di Spalletti stesso. Col Milan che aveva perso e la Lazio che aveva vinto si poteva anche creare un distacco importante da poter gestire sotto le feste, si era sbloccato Perisic. L’Inter aveva dato la dimostrazione anche di poter raddoppiare, non l’ha fatto ed è stata punita nel finale, non è la prima volta che succede perché nell’ultimo periodo l’Inter è stata rimontata più volte, questo è un piccolo segnale che non c’è ancora la convinzione giusta. Probabilmente anche l’eliminazione dalla Champions League ha pesato da questo punto di vista, non cambia molto rispetto all’ottica generale però obiettivamente adesso vedere il Napoli che scappa e crea la frattura dal secondo al terzo posto non era quello che si aspettavano nell’Inter. Va bene la Juventus che scappa, ma essere all’altezza delle altre sì: l’Inter doveva essere a ridosso della prima delle terrestri, ci sono delle problematiche che non sono ancora risolte».

NESSUNO SCONTO«Radja Nainggolan? Non penso che sia stato il secondo ritardo, né tantomeno che la parola ritardo stia a sottolineare che sia arrivato cinque minuti dopo la riunione tecnica di Spalletti. Evidentemente l’Inter ha riscontrato in Nainggolan una prova di comportamento non da professionista durante il suo lavoro, perché Nainggolan ha sempre tenuto a precisare che nella sua vita privata, e devo dire che l’ha sempre fatto, poteva gestire il tempo libero come voleva perché se in campo risultava al top nessuno gli poteva dire niente. Questo non deve sconfinare poi nella mancanza di rispetto nei confronti della squadra e del tuo lavoro se professionale non lo sei, la prova di forza più grande che può dare la società è che per certe cose non si passa sopra nulla. Giuseppe Marotta sicuramente è un dirigente capacissimo, credo però che l’avrebbero fatto a prescindere perché una società seria su questo tipo di regole, di salvaguardia del gruppo, non transige».

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