
Il giornalista Bruno Longhi, intervenuto a “Microfono Aperto” su “Radio Sportiva”, commenta il caso Radja Nainggolan che sta tenendo banco all’Inter in questi giorni di Natale
IL CASO – Questo l’intervento di Bruno Longhi: «Caso Radja Nainggolan? Probabilmente si rende conto che Milano non è Roma. A Roma gli hanno coperto tante marachelle, a Milano gliene hanno coperte altre, l’ultima è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto la società a prendere provvedimenti. Che il centrocampista belga esterni il disappunto per essere stato punito ci sta nella logica della confidenza. Il futuro? Dobbiamo attendere il suo comportamento e quali saranno le decisioni dell’Inter. Luciano Spalletti gli porge una mano perché chi ha fatto pressing sulla proprietà per arrivare ad acquistarlo è stato lui: si sente tradito e responsabile perché c’è un atteggiamento perdurante da parte del giocatore. La situazione è complicata e deve essere risolta dalla società nerazzurra. Buttare all’aria adesso un progetto che puntava su di lui mi sembra poco fattibile. Cercheranno di rimetterlo in riga per fa sì che possa essere la pietra preziosa della squadra. Un ritorno alla Roma? Presupporrebbe un esborso importante e non penso che i giallorossi, che lo avevano lasciato andare per motivi disciplinari, vogliano riportarlo a casa».
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