
Massimo Moratti, intervistato dal Corriere della Sera, ha detto la sua per quanto riguarda gli ululati razzisti nei confronti di Kalidou Koulibaly in Inter-Napoli e più in generale nella violenza all’interno del mondo del calcio.
MAGGIORE CORAGGIO – «La sospensione può anche essere un segno. Importante è non lasciare sola la vittima, chi subisce certe offese non deve sentirsi abbandonata. Non è vero che non ci siano i mezzi, ci sono eccome. Bisogna dimostrare ai violenti, ai razzisti, il loro isolamento. Gli arbitri? In certe occasioni devono avere più coraggio. Ai tempi della sua presidenza ricorda qualcosa di simile? Al mio primo anno ricordo un Cremonese-Inter: Ince prese un pugno da un avversario e cadde a terra. Quando si rialzò, l’arbitro sbagliò tutto e lo ammonì e dagli spalti partirono insulti, anche questi razzisti, nei confronti di Ince. La cosa bella accadde tempo dopo quando il comune di Cremona premiò Ince. Mi sono piaciute le parole di Sala. Al di là della situazione del Paese, mi aspetto da chi sta al governo che ponga un freno a certe manifestazioni».
Fonte: Corriere della Sera – Daniele Dallera
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