Salvini: “Sospendere Inter-Napoli? Non condivido l’Uefa. Dico no pure a…”

Salvini

Matteo Salvini, Ministro degli Interni, è voluto intervenire nuovamente sui fatti di Inter-Napoli sia sulle violenze che sugli episodi di razzismo su Kalidou Koulibaly.

“NO A CHIUSURA STADI” – Questi alcuni passaggi salienti di Matteo Salvini, Ministro degli Interni, sulla “Gazzetta dello Sport”: «Egregio direttore, scrivo per fare il punto dopo i fatti di Inter-Napoli e archiviata la 19a giornata di campionato di Serie A: purtroppo c’è stata una sassaiola contro un pullman di tifosi del Torino. Lo ribadisco: tolleranza zero con i delinquenti, ma sono nettamente contrario alla chiusura degli stadi o di alcuni settori. E non mi convincono neppure i divieti alle trasferte. La responsabilità è sempre personale: non concepisco l’idea di punire tutti gli appassionati, senza distinzioni. Anche perché i violenti sono una sparuta minoranza».

“PERCHÉ NO A INSULTI A KOULIBALY, MA A MADRE MATERAZZI SÌ”«Leggo con attenzione anche la posizione della Uefa, ovviamente, anche se non la condivido. Ha criticato «la gestione dell’emergenza vissuta durante Inter-Napoli», per usare le parole della Gazzetta di ieri. Secondo Nyon, Inter-Napoli doveva essere sospesa per i cori razzisti a Koulibaly. Non sono convinto. Stoppare la partita, con gli scontri accaduti prima della sfida, avrebbe potuto provocare guai peggiori per l’ordine pubblico. In più, senza voler giustificare o tollerare volgarità e offese, mi chiedo: intendiamo difendere i giocatori beccati per il colore della pelle, ma non quelli a cui si insultano le madri? Inveire contro la famiglia di un Materazzi si può? E qual è il confine tra l’insulto razzista e l’insulto e basta? Nel 2018, chi disprezza un altro essere umano per il colore della pelle è un cretino. Ma proprio perché il problema razzismo è tremendamente serio, non va banalizzato. Ps: dato che si parla di stadi e di violenza, ribadisco quanto successo durante la festa della Curva del Milan. Sono abituato a salutare e a parlare con tutti: non chiedo il certificato penale. Ecco perché sono stato immortalato con una persona che, come è emerso, non era specchiata. Mi dispiace, soprattutto per la famiglia e gli amici di Virgilio Motta che ne hanno sofferto: li abbraccio e spero di poter stringere le loro mani, mani di tifosi e di persone perbene».

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